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Giampaolo Bassich, pescivendolo e collezionista di vinili anni ’50 e ’60

Storiedichi_storieveneziane_wm_01Venezia -Frugando in quel mare di vinili, potrebbe spuntarne fuori uno rovinato, impossibile da ascoltare ma perfetto per raccontare la storia di Giampaolo Bassich, che a occhio e croce si può definire un uomo costante.

Ha 67 anni e fa il pescivendolo da quando ne aveva 11; di recente ha festeggiato 44 anni di matrimonio e nel salotto del suo appartamento di Marghera ha oltre 4 mila dischi originali di rock and roll anni Cinquanta e Sessanta, che ha iniziato a collezionare quando era un adolescente.

Il vinile rovinato potrebbe essere di Elvis, di cui Bassich possiede quasi tutta la discografia originale, oppure di Little Tony, uno dei primi cantanti a essere entrato nel suo giradischi, e rimanderebbe indietro ai pomeriggi degli anni Sessanta in cui i ragazzi di Mestre e Marghera affittavano le stanze delle case a 4 mila lire al giorno per le loro festine a base di rock and roll, aranciata e Vermut.«A forza di ballare abbiamo rovinato chissà quanti dischi – racconta – Ci siamo divertiti come matti, andavamo in giro per Marghera con il “pickè”, cioè il pick-up, e bussavamo alle porte delle case”.

Da lì è iniziato tutto: la sua passione per il rock and roll e in particolare per Elvis Presley, di cui non solo custodisce come gioielli oltre 1.500 dischi originali, ma anche una ricca serie di libri e gadget del re del rock: dalle locandine dei film acquistate a fatica nei cinema della terraferma, alle “paper dolls” in mutande da vestire ritagliando le sagome di cartone a forma di camicia hawaiana o di giacca con le frange. Giampaolo Bassich è sicuramente fra i più grandi collezionisti italiani di dischi originali di rock and roll anni Cinquanta e Sessanta, da cui spuntano le perle di Jerry Lee Lewis, Chuck Berry, Beatles e Little Richard. In salotto ce n’è una buona parte, custodita con ordine, cura e criterio in un armadio costruito su misura per ospitare 45 giri, lp, cd, dvd e libri di varia dimensione, ma tanti altri tesori sono raccolti in scatoloni e bauli che Bassich tiene in altre stanze della casa.
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La sua collezione è rara e piena di valore non solo perché comprende tutte le prime stampe dei dischi di Elvis, gran parte delle ristampe (con il marchio RCA, diventato successivamente RCA- Victor) e un universo di edizioni straniere dei suoi capolavori che arrivano anche dal Cile, dal Giappone e dall’India, ma anche perché narra la storia di un uomo, e di un lavoratore, che attraverso il rock and roll parla anche della sua vita.

Lo sa bene chi va a comprare il pesce da lui in Campo Santa Margherita: “Mentre pulisco orate e branzini, provo sempre a chiedere se qualcuno ha dischi interessanti per me», confessa. «Ho iniziato a fare il pescivendolo a 11 anni, dando una mano a mio padre e, da allora, sveglia alle tre del mattino, dodici ore di lavoro, e poi musica – racconta – Da ragazzo amavo vestirmi come i divi del rock e mi facevo fare tutto su misura. Per pagarmi il primo paio di scarpe che il maestro Rolando Segalin mi fece guardando quelle di Elvis nella copertina di “50,000,000 Elvis Fans Can’t Be Wrong” fui costretto a vendere, un po’ a malincuore, alcuni dei suoi lp”.