Resistere ai tempi dell’high tech e compiere ottant’anni – Dialoghi di carta, polvere e vinile

Il servizio fotografico di questo articolo è stato realizzato da Marika Ramunno
Alberobello (Bari) – Un noto motto di Stendhal dice: «Nulla rende lo spirito angusto e geloso come l’abitudine di fare una collezione». Alla sentenza del celebre scrittore francese sfuggono quei rari collezionisti generosi che, pur compiacendosi del loro tesoro, trovano viva soddisfazione nel condividere la visione delle loro raccolte.
Nicola Pugliese Albero belloFra questi arguti amatori si riconosce il signor Nicola Pugliese, un mansueto commerciante di Alberobello, in provincia di Bari. Chi viene a visitare questa località associa comunemente questo luogo ai caratteristici trulli, le abitazioni rustiche dai tetti a cono.
Nicola Pugliese Alberobello

Ma la storia di Nicola non appartiene agli artigiani della pietra locale, né si distingue fra i fortunati ristoratori di cucina tipica, ormai meta di gourmet appassionati. Nicola gestisce un piccolo negozio di elettrodomestici, ed è fra coloro che resistono – e strenuamente – alla concorrenza dei grandi magazzini.

Nell’epoca in cui persino le più solide catene di elettronica sono vittime dell’e-commerce a portata di touch, lui porta avanti le sorti di questo piccolo spaccio fuori dal tempo. È fiero della sua attività, così come dei suoi imminenti ottant’anni; ma altolà a chi lo crede “superato” o, peggio, vecchio.

Lo incontro nella sua residenza privilegiata, il suo locale in via Manzoni, appena oltre il perimetro del più comune circuito turistico. Annotare il civico è superfluo: chi ci arriva attraverso l’indirizzo riconosce il posto per via della merce esposta sul marciapiede davanti alla vetrina, ancor prima che dall’insegna.
Negozio elettrodomestici AlberobelloNicola è stato l’antesignano della tecnologia in questa località: una volta anticipava i tempi. È lui stesso a raccontarmelo. E c’è da crederci: lo trovo in fondo al locale, davanti al suo computer. Non lo si riconosce da subito: bisogna prima superare una selva di televisori che, assieme ad altri apparecchi di uso domestico, sembra segnare un percorso a ostacoli.
Negozio elettrodomestici AlberobelloÈ seduto dietro al bancone, e la sua postura è tutt’altro che ergonomica rispetto allo schermo. Muove destramente un mouse con il filo, che a breve diventerà una delle tante anticaglie informatiche nella foresta di arnesi che affollano il suo banco.
Nicola Pugliese AlberobelloDa Nicola non trovate gli sconti da capogiro che possono permettersi i centri commerciali, né lui ha mai inteso sostituirvisi: questo è un luogo dove si fanno affari con il tempo. Se cercate il cellulare top di gamma qui dentro non lo trovate: forse non tratta nemmeno gli smartphone. Se però cercate uno di quei telefonini la cui batteria non vi molli a metà giornata, o con le cifre grandi grandi, per ridotte capacità visive, questo è il posto dove si continuano a vendere. Ma non sta tanto in questo il carattere singolare di questa boutique del vintage tecnologico: Nicola vi offre un’esperienza indietro nel tempo.
Nicola Pugliese AlberobelloLe pareti di questo ambiente, che a stento si riconoscono (per quanto sono ingombre di arredi), trasudano un passato ormai obliterato dai segni della ferraglia digitale. Non vi parlo solamente delle musicassette e delle VHS (trovate dei classici che su eBay ci si contenderebbe all’asta!), ma di una fitta serie di altri tipi di nastri che sono sfuggiti – beninteso, solo qua dentro – al più generale declino del supporto magnetico.
Nicola Pugliese AlberobelloMe ne mostra qualcuno, e ci tiene a dimostrarmi – a conferma della sua seria professionalità – che funzionano ancora. Sfodera i cosiddetti Stereo8: su uno di questi sono incise le composizioni originali di Fausto Papetti, la leggenda italiana del sax che riscosse grande fama negli anni Settanta. I suoi album sono tuttora inconfondibili: sulle copertine, che Nicola ci mostra, ci sono gli audaci nudi femminili che segnarono una svolta nel costume del tempo.
Nicola Pugliese AlberobelloSe non fosse per le ridotte dimensioni dell’esercizio, lo credereste un emporio: uno di quei luoghi dove lo scambio delle merci è contaminato dalle idee dei loro creatori. E di quanto esposto, non distinguete – se non per via del tagliando con il prezzo (alle volte ancora in Lire) – ciò che è in vendita da ciò che Nicola Pugliese “custodisce”.

Qui dentro non regna certamente l’ordine, perlomeno quello della convenzione, al punto che lo sguardo non sa dove posarsi, attratto un po’ da un lato, un po’ dall’altro. È il signor Pugliese a reclamare la mia attenzione: «Guarda che belle radio che c’ho!».
Nicola Pugliese AlberobelloNegozio elettrodomestici AlberobelloModerne e d’epoca: sono almeno cento quelle che sono riuscito a contare in punta di dito. E sono consapevole che molte mi sono sfuggite: o perché confuse con gli articoli di fianco, o perché mimetizzate sotto forma di altri oggetti. Lui, per esempio, è particolarmente orgoglioso della sua radio-pesce: un apparecchietto AM-FM a forma di persico e dotato di ventose, adatto per le superfici di una doccia.

«Vedi che questo è impermeabile!», mi dice con l’aria di uno che propone la novità del momento.

Fuori da questa isola commerciale al sapore di celluloide e vinile, quegli stessi articoli avrebbero un che di superato o, peggio, trash. Ma non trovo niente di deteriore e volgare nemmeno in una radiosveglia a forma di seno. “Boob Radio” c’è scritto sulla confezione: lui arrossisce riferendomi dell’episodio di due ragazze inglesi che, anni addietro, risero sguaiate davanti a quelle mammelle sonore.
Nicola Pugliese AlberobelloPer l’appunto, Nicola Pugliese vanta una clientela internazionale. Da qui si percepisce appena l’eco dei gitanti, che invece prendono d’assalto il noto centro storico. Eppure non mancano quei turisti, sovente stranieri, che entrano nel suo negozio alla ricerca di comuni pile o batterie, ed escono con una radio d’epoca o degli anni del New Wave. Gli affari del negozio navigano anche sulla rete: il collezionista di Alberobello acquista e vende materiale, intrattenendo relazioni di corrispondenza con mezzo mondo.
Negozio elettrodomestici Alberobello
Negozio elettrodomestici AlberobelloA dispetto della sua età, è uno dei collezionisti più vulcanici sulla scena locale. La sua passione risale agli anni dei banchi di scuola: «Era il 1948. Portai in classe alcuni miei francobolli…». Chinando il capo, continua: «E il direttore, avendomi scoperto, me li sottrasse». Ma non è tutto. Il piccolo Nicola era determinato a tornarne in possesso: «Andai allora alla casa del direttore, dove la moglie – mossa a compassione – me li restituì».

Quella raccolta “clandestina” la conserva tuttora, e memore di quegli anni ancora acerbi, oggi sfoglia orgogliosamente le pagine del suo primo raccoglitore, ingiallite dai segni del tempo ma lucide di storia. I francobolli rappresentarono solo il prologo di una promettente – e mai più estinta – sete di sano collezionismo, che spazia dalle vecchie tessere di partito alle cartoline d’epoca: una minima compagine di queste è confluita persino in pubblicazione dedicata.
Nicola Pugliese AlberobelloNicola Pugliese AlberobelloProsegue spedito il suo excursus, come in visita a un museo. Tira fuori un’altra porzione dei suoi preziosi: fruscianti sacchetti di monete e gettoni e raffinati cofanetti di medaglie. Prima di congedarmi, mi porta nel suo sancta sanctorum.

Abbandoniamo per qualche minuto la sala principale del negozio, e avverto un piacevole aroma di cucina mediterranea che proviene dalla sua casa, attigua al locale. Man mano che ci allontaniamo si assottiglia il suono della musica: tutto il tempo, infatti, ci aveva intrattenuto Radio Deejay, stazione preferita di suo figlio Massimo, che condivide l’attività assieme a lui.

Nel silenzio della camera dei segreti, Nicola si accosta a un mobiletto di legno pregiato. Si piega sulle ginocchia con la disinvoltura di chi ha la metà dei suoi anni; scosta una delle due ante, ed estrae un vinile. Scopro che in quello stipo si nasconde un grammofono d’inizio XX secolo. Con la perizia di un orefice, posiziona cautamente il 78 giri sul piatto rotante, sistema la testina fonografica sull’orlo del disco, e carica l’apparecchio ruotando una manovella collocata sul fianco dell’armadietto.
Negozio elettrodomestici AlberobelloIl vinile comincia a girare: la puntina all’estremità del braccetto segue i solchi incisi sul disco, trasmettendo le vibrazioni alla testina, che a sua volta le traduce in segnali elettrici. Lo stridore dei primi giri si trasforma presto in morbide sfumature di musica: è un incantesimo per le mie orecchie, abituate alla polifonia assordante del XXI secolo.

Negozio elettrodomestici AlberobelloQuesto genere di miracolo tecnologico sopravvive oggi solo in alcuni esemplari storici, come quello che conserva Nicola. Ma lui è più di un appassionato: è un autentico audiofilo, fedele al disco in vinile e al nastro magnetico. L’avanzamento al digitale, tuttavia, non lo spaventa. Con gli occhi lucidi parla di innovazione come un giovane che parla di start-up. Superati i quarant’anni di attività (inaugurata nel 1976), può fare da scuola a tutti quanti.
Negozio elettrodomestici AlberobelloLo ringrazio, e prima di andare via gli chiedo se esprime ancora dei desideri: lui solleva le spalle, stringe le labbra, ritira il mento e confessa «Vorrei solo che vengo ricordato».