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Nel garage del giovane artigiano che personalizza il simbolo della sua amata città

Ostia – Il mare. Togliere il mare a qualcuno che è nato e cresciuto ascoltando il ritmo delle onde, tuffandosi nell’acqua in cerca di libertà e amando la massa fredda e minacciosa anche quando fa paura, è una violenza.

Lo sa chi, per forza di cose, lo deve abbandonare. Lo sa chi associa i suoi ricordi di giovinezza a lunghe gite in barca sotto i raggi del sole, rapito dallo sguardo imprevedibile della bellezza. Lo sa e ce lo racconta Gianluca Esposito, che chiamare con il suo nome e cognome è quasi un’offesa perché a Ostia, la città di mare in cui vive, tutti lo conoscono come “Er Ventresca”.
Storiedichi_Er_Ventresca_Creations_Ostia_wm_02È il soprannome che in onore di un personaggio del film “Febbre da Cavallo”, con Enrico Montesano, gli hanno dato gli amici della fraschetta di Ariccia, dove si va a mangiare la porchetta. Ma da due anni a questa parte è anche una firma conosciuta in tutta la città: la sua città, il posto che ama e che non abbandonerebbe per nulla al mondo. Chiedetegli di provare a vivere a Roma, che dista solo pochi chilometri dalla costa, e vi dirà che lui ha bisogno del mare.

A Ostia, Er Ventresca è un artigiano del legno. Se non ve ne siete accorti, ci siamo imbattuti in una sua opera scorrendo il post che racconta la storia di Ambra, la nipote della Buzzicona che cucina cor core.

Ecco qui l’immagine:
Storiedichi_Er_Ventresca_Creations_Ostia_wm_13Come vedete, il ciak-porta-bavaroletta che in questa osteria ricorda la dolce vita di Anna Longhi, la nonna di Ambra e l’attrice che conosciamo come la moglie cinematografica di Alberto Sordi, porta il suo marchio: “Er Ventresca Creations”.

In un piccolo garage preso in affitto nei sotterranei di un grande palazzo, Gianluca Er Ventresca trascorre le sue giornate tagliando, levigando e verniciando piccoli pezzi di legno che, assemblati, diventano pattìni bianchi e rossi in miniatura.
Storiedichi_Er_Ventresca_Creations_Ostia_wm_14Sì, i pattìni, i “mosconi” dal fascino retrò che sono il simbolo di Ostia e del mare dei romani. Sono i natanti a remi con cui i bagnini si spostano per garantire la sicurezza dei bagnanti e che rappresentano l’identità di questo posto, al pari di ciò che può essere una gondola per Venezia.

A Ostia Er Ventresca è il ragazzo dei pattìni. Ne vende in discreta quantità perché ormai, fra i ristoratori, i baristi e i negozianti della città si è sparsa la voce che porta fortuna avere sul banco questo oggetto personalizzato con il proprio nome o con quello della propria attività.

Una delle sue meticolose creazioni è arrivata addirittura sulla scrivania dell’ (ex?) sindaco di Roma Ignazio Marino, che con una lettera firmata ha ringraziato Er Ventresca per il simpatico dono ricevuto.

Passeggiare per Ostia con questo ormai conosciutissimo artigiano significa alzare la testa ogni cinque passi per salutare qualcuno ed entrare nello spirito della località di mare che da Tor di San Michele, alla spiaggia dell’Idroscalo – dove il regista Pierpaolo Pasolini fu trovato morto ammazzato – al pontile che la gente attraversa al calar del sole si presenta con un mix vivo, pulsante, sanguigno e amorevolmente contraddittorio di baracche e sorrisi, di cemento e acqua, di monnezza, aria salmastra e sentimento.

Er Ventresca è sentimento. È il “Virgilio” di Ostia che con lo stesso luccichio negli occhi ti parla degli edifici abbandonati a se stessi e dei colori di un tramonto che scalda l’orizzonte. Ma è bravo e sa coinvolgere soprattutto quando racconta della passione per il suo lavoro, che si è inventato da un giorno all’altro per continuare a vivere nella sua città e mettersi al suo servizio, tenendo da parte, per il momento, la laurea in scienze infermieristiche che qui non trova concretezza.
Storiedichi_Er_Ventresca_Creations_Ostia_wm_11“Ho iniziato a costruire pattìni in miniatura due anni fa: mio cognato mi aveva invitato a proporre qualcosa di originale da vendere durante la sagra della tellina, che festeggiamo in agosto”. “Ho pensato di realizzarli perché sono il simbolo di Ostia e alla gente di qui sarebbero piaciuti”.

Storiedichi_Er_Ventresca_Creations_Ostia_wm_17Infatti: per quella sua prima occasione ne ha costruiti trenta pezzi e solo nel primo giorno di sagra sono andati via tutti. Durante la notte si è messo a costruirne altri e da lì ha pensato di diventare l’artigiano dei pattìni.

“Ho trasformato la terrazza dei miei genitori in una specie di falegnameria che è durata poco, visto l’ingombro dei materiali e gli schizzi di vernice da tutte la parti”, racconta Er Ventresca. Quindi appena sono riuscito a racimolare un po’ di soldi mi sono affittato il garage, che oggi è il mio mondo.

Nel garage, Er Ventresca non costruisce solo pattini, ma anche loghi intagliati nel legno, portachiavi, mini-fari e gadget di tutti i tipi. Quando non lavora nel suo regno, Gianluca si dà da fare con una serie di altri lavori: attacca i manifesti pubblicitari, aiuta Ambra, la sua ragazza, con il lavoro in osteria, sostituisce le vecchie insegne adesive dei negozi con quelle nuove.

Parlargli al telefono non è la cosa più facile del mondo perché è davvero un ragazzo impegnato.

“Sono impegnato per la mia Ostia. A questa città dono il mio cuore, le mie mani e i miei sogni. Mi sento un tutt’uno con il mare e con le vie che percorro da quando sono bambino, con le persone che incrocio per strada e con le onde mosse dal vento”.

Non chiedetemi perché è bello stare qui. Veniteci, fermatevi un po’ e portatevi a casa lo sguardo della città che vi piace di più.

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