Curano le malattie dello spirito, usano le tecnologie, cambiano vita dall’oggi al domani nel Sudafrica del post-apartheid

Cape Town – Sono dappertutto, in Sudafrica. Lavorano in stanze piccole e buie, circondati da mensole piene di medicine,  intrugli di erbe, ossa di animali e peli di capra e vacca. Sono i “sangoma“, i curatori tradizionali africani specializzati nell’alleviare e curare i mali dello spirito e del corpo, guardando nel passato e nel futuro dei pazienti e mettendoli in relazioni con i loro antenati.

Nel Sudafrica del post-apartheid, non sorprende solo vedere che ci sono sangoma bianchi, ma anche che utilizzano le tecnologie del ventunesimo secolo. Li si incontra nelle townships (baraccopoli), nelle foreste dell’Eastern Cape e anche nei più moderni e lussuosi appartamenti di Cape Town o Johannesburg. Hanno cellulari, profili Facebook e siti internet per farsi contattare dai clienti.

Non tutti, però, possono diventare sangoma, solo chi viene “chiamato”, anzi scelto, dagli antenati può iniziare il suo iter per diventare uno specialista dell’anima. Secondo John Lockley, un esperto sangoma di discendenza Xhosa, i sangoma possono essere  descritti come sciamani tradizionali. “In Europa, lo sciamanesimo ha molto successo: migliaia di persone sono interessate a capire come la spiritualità si relazioni con la terra, con la materia”, mi spiega.

Secondo la World Health Organisation (WHO), in Sud Africa ci sono circa  200,000 curatori tradizionali; oltre l’80 per cento dei sudafricani ricorre alla medicina tradizionale come forma di cura. E i numeri aumentano sempre di più, in proporzione all’aumento dei costi della sanità, che per gran parte della popolazione sono insostenibili.

La storia di Noxolo e Dabulamanzi: “Così siamo diventate sangoma”

Storiedichi_Sangoma_Sudafrica_wm_01
Noxolo e Dabulamanzi vivono nella baraccopoli di Overcome Heights, una delle più grandi e conosciute di Cape Town. Sono anche loro di etnia Xhosa e i clienti le cercano per porre fine a tormenti amorosi, a problemi finanziari, per guarire da tremende malattie o per  far ritornare un vecchio amore sui propri passi. Con la mia splendida collega Mélodie, di origini francesi, ho deciso di andare a trovare Noxolo e Dabulamanzi per vedere come  queste  due sangoma analizzano i drammi dei loro clienti. Ci sono venute a prendere all’entrata del quartiere vestite in abiti da città e questo ci ha sorpreso, perché ci aspettavamo di vederle agghindate con pelli di animali e vestiti in stile primitivo, simili a quelli visti nei reportage sugli sciamani.

Ma ci spiegano subito perché: “Non  possiamo attraversare la township con gli abiti tradizionali, è vietato: li indossiamo solo quando siamo al lavoro“.

Quando siamo arrivate a casa di Dabulamanzi, le due sangoma si sono subito preparate per la “seduta”, indossando collane e braccialetti di perle bianche e rosse, avvolgendosi il corpo in tessuti colorati e fantasiosi. Ci hanno raccomandato di togliere le scarpe prima di entrare nella “stanza” che è il loro ufficio, la loro sede quotidiana di lavoro. Una stanza piccola, buia, con i muri scrostati e scaffali pieni di erbe, boccette e strani arnesi.
Storiedichi_Sangoma_Sudafrica_wm_02Siamo entrate scalze e Mélodie si è subito messa in ginocchio vicino a loro. Noxolo ha iniziato subito a scuotere un sacchetto di pelle pieno di ossa di animali, conchiglie, dadi e pedine del domino. “Sto chiamando gli spiriti degli antenati, sto chiedendo loro di farmi entrare nell’anima e nella vita di questa donna”, ci ha detto.

Le ossa  e tutto quell’intreccio minuzioso di oggetti sono atterrati su un tappeto in pelle di animale e Dabulamanzi ha iniziato a raccontare a Mélodie della sua vita, famiglia e opportunità di lavoro. E ci ha anche spiegato il significato misterioso del dado e delle ossa: “In base alla faccia che mostra il dado, capisco contro cosa sta lottando la mia paziente: può trattarsi di amore, denaro, famiglia, lavoro o sfortuna“. “Le pedine del domino ci dicono qualcosa di più sulle relazioni amorose, mentre le ossa animali ci mostrano cosa è successo nel passato del cliente e cosa e cosa è necessario che faccia per stare meglio”.
Storiedichi_Sangoma_Sudafrica_wm_06
La maggior parte delle ossa animali che usano nei loro rituali appartengono ad animali che loro stesse hanno allevato e che sono stati sacrificati dai loro insegnanti durante le cerimonie di iniziazione. Generalmente, il processo di iniziazione comprende tre fasi. Nella prima fase, viene sacrificato un pollo e il suo sangue utilizzato per fare da base a una bevanda di erbe che lo studente deve ingerire; le piume vengono invece utilizzate come copricapo decorativo. Nella seconda fase viene sacrificata una capra, e il sangue fatto colare sul corpo dell’aspirante sangoma. In questo processo, gli invitati suonano i tamburi, cantano, ballano ed entrano in uno stato di trance per sentirsi più vicini agli antenati. Infine, nel terzo step, è una mucca a essere sacrificata, ma questo avviene solo quando  il sangoma sta per lasciare la casa del suo maestro per intraprendere la sua strada da solo.

Ricevere la “chiamata” che cambia la vita

Non tutti possono diventare sangoma. “Non si sceglie di diventarlo, bisogna essere scelti”, dice Dabulamanzi. “La chiamata degli antenati si rivela in sogni profetici o nella comparsa di malattie che possono essere curate solo iniziando l’iter per diventare sangoma”. “E se non si risponde alla chiamata, la sfortuna e la sofferenza possono distruggere la vita”, aggiunge. Noxolo ha appena iniziato a studiare per diventare sangoma: “Ho aspettato quasi vent’anni prima di iniziare a  fare pratica con la mia insegnante e, fino a quel momento, la mia vita è stata dura. Mio marito mi picchiava. Gli antenati avevano iniziato a chiamarmi quando ero ragazzina ma non li volevo ascoltare. Eppure prevedevo il futuro nei miei sogni, riuscivo a sentire la loro voce”.

“Solo quando è stata mia nonna a comparirmi in sogno, chiedendomi di diventare sangoma, ho deciso di seguire la chiamare e a seguire il mio destino”.

Noxolo e Dabulamanzi credono nella stretta relazione fra la sofferenza fisica e quella spirituale. Ma non tutte la malattie possono essere curate con la medicina tradizionale. L’Aids e il cancro, per esempio, non guariscono con le erbe. “A volte i clienti arrivano da noi quando ormai è troppo tardi e non possiamo fare niente per loro. In quei casi, li mandiamo dritti all’ospedale”, dice. Ma la cosa interessante è che, secondo Noxolo e Dabulamanzi, la medicina occidentale e quella tradizionale possono coesistere. Da un lato, il trattamento proposto da un sangoma, rafforzando la “terapeutica” connessione con gli antenati, può funzionare come prevenzione; dall’altro la medicina moderna è necessaria per intervenire in caso di emergenza.

I sangoma bianchi nel Sudafrica del post-apartheid

John Lockley è uno dei primi uomini bianchi, di discendenza Xhosa, a essere diventato sangoma a tutti gli effetti. Dalla tribù Xhosa sono discesi Nelson Mandela e Desmond Tutu, uno dei più strenui oppositori dell’apartheid. “Sono stato uno dei primi in assoluto a essere iniziato per diventare sangoma e diventare un Ligqirha inkulu (un sangoma esperto), dice.

Storiedichi_Sangoma_Sudafrica_07

Un ritratto fotografico del sangoma bianco John Lockley, pubblicato per sua gentile concessione. Altre informazioni sulla sua attività sono presenti su www.johnlockley.com

Per sei mesi all’anno, Lockely vive nell’Eastern Cape, a Grahamstown, e per i restanti sei viaggia intorno al mondo per curare i mali dello spirito con l’interpretazioni dei sogni, la connessione con gli antenati e la meditazione. Chi è interessato ad approfondire la medicina tradizionale lo invitato a organizzare workshop che aiutano le persone a comprendere i propri sogni e a dialogare con gli antenati”.

“Nella discendenza Xhosa, il percorso per diventare sangoma include diversi stadi di iniziazione. Includono tre, cinque, addirittura cinque o sette diverse celebrazioni. Quando uno studente supera tutti gli stadi diventa un Ligquirha inkulu – un senior sangoma –  che può esercitare la professione e istruire gli altri. Io sono riuscito a guadagnare questa posizione”, dice John.

Ho intervistato John, via Skype, mentre si trovava ad Amsterdam  per un viaggio dii lavoro: “La storia africana, la cultura, le tradizioni e la spiritualità sono sacre, dal momento che l’Africa è il continente da cui tutti noi essere umani arriviamo. Ecco perché molte persone si interessano di cultura africana e, istintivamente, sentono di dover entrare in contatto con essa”, spiega. Dall’altro lato, però, i sangoma e i curatori tradiazionali africani, in occidente, sono spesso associati con la magia nera, i sacrifici e i riti voodoo.

John approfondisce questo argomento nel suo sito: “I sangoma sono paragonabili ai sacerdoti e ali specialisti di medicina naturale, ma, esattamente come avviene nel sacerdozio cristiano e nella medicina occidentale, anche qui può succedere che qualcuno metta a repentaglio la sua reputazione commettendo atti riprovevoli”.

Il suo punto di vista è supportato da organizzazioni come la Traditional Healers Organisation (THO), che forma e certifica i praticanti di medicina tradizionali, rafforzando così la loro credibilità. Il coordinatore tradizionale della THO, Phephisile Maseko, spiega: “Ci assicuriamo che vengano rispettati i valori, la qualità del trattamento, la sua efficacia, la sicurezza e gli standard etici di chi esercita, accrescendo la cultura della medicina tradizionale“.

Storiedichi_Sangoma_wm_08

Foto tratta dal sito web di John Lockley (www.johnlockley.com) e scattata nel 2015 in occasione di un workshop in Olanda.

John ha iniziato il suo “praticantato” nella township di Grahamstown, dopo aver sofferto per anni a causa di una terribile malattie. “Negli anni dell’apartheid stavo male e non mi era permesso chiedere aiuto a un sangoma africano. Solo all’inizio del governo Mandela, ho incontrato il mio insegnante. Mi trovavano nella township con i miei compagni di classe”. John, a quel tempo, stava studiando psicologia clinica alla Rhodes University, ma, da quel giorno, la sua vita è cambiata per sempre. “Quando le persone sono connesse con il loro spirito e i loro antenati, hanno meno desiderio di fare e farsi del male”. “Non intendo, e non sarebbe possibile, portare lo sciamanesimo africano così com’è in Occidente, ma ne utilizzo l’essenza per aiutare le persone a connettersi con la propria cultura, il proprio passato e le proprie tradizioni”.

Le aiuto a connettersi fisicamente e spiritualmente con il proprio sangue e le proprie ossa, perché apparteniamo tutti a un unica grande famiglia di esseri umani.

Chris e il suo viaggio profetico nella terra di Mandela

Chris Ntombemhlophe Reid è un sangoma bianco. Ha ricevuto la chiamata nel 1991 ed è stato proclamato sangoma nel 1993. Da quel momento, ha smesso di indossare le scarpe. Non importa dove sia diretto e non contano nemmeno la temperatura o le stagioni: Chris cammina scalzo, indossa abiti tradizionali Xhosa e almeno venti braccialetti di pelle di animale.
Chris si è reso conto del suo destino di diventare sangoma durante una gita nella regione del Transkei, quando ha incontrato per la prima volta il suo mentore (a Pondoland) per la precisione. “Era il 1991 e stavo allenando la mia gamba dopo mesi di gesso a causa di una brutta caduta durante un party a Johannesburg. Prima di diventare sangoma, ho vissuto a Johannesburg per un lungo periodo di tempo. Lavoravo come modello, guidavo macchine lussuose e tiravo di cocaina. Dopo quella caduta che, per poco, non si rivelò mortale, la mia vita è cambiata totalmente”, dice Chris.

Storiedichi_Sangoma_Sudafrica_wm_01

Sangoma al lavoro nel Transkei, regione del Capo orientale dove è nato mandela. Foto pubblicata per gentile concessione di Chris Reid.

Nel suo periodo di convalescenza a Pondoland, ha conosciuto i sangoma del clan di Dlamini e di Amapondo e ha vissuto con loro per tre anni  nella foresta, dimenticandosi dei privilegi della vita moderna a cui era abituato. “Ero nel posto giusto al momento giusto. Quando ho incontrato il mio mentore, sapevo  che avrei ritrovato il vero me stesso nel contatto con gli antenati”.

La decisione di Chris di diventare sangoma ha una stretta relazione con la vita di sua madre, che rinunciò a una brillante carriera per vivere con suo padre nei boschi di Chipinge (al confine fra Zimbawe e Mozambico), un imprenditore di caffè. “Anche lei sarebbe dovuta diventare una sangoma, ma non volle ascoltare la chiamata degli antenati ed è per questo che la sua vita fu tutt’altro che felice“, spiega Chris. “Ha sofferto di cancro al cervello per un lungo periodo di tempo ed è morta proprio quando stavo per diventare un sangoma. Quel momento ha avuto una grande importanza nella mia vita”.  “La vita di mia madre è stata dura anche per il bambino che ha perso prima di avere me. Ha avuto un incidente poco prima della nascita e quando è rimasta incinta di me, sia lei sia mio padre speravano fossi una bambina“. “Sono abbastanza sicuro che questo abbia a che fare con la mia omosessualità“. Chris è sposato con un uomo, Rod Suskin, e anche lui è un sangoma.

Fra gli studenti di Chris c’è una giovane donna inglese, originaria della Cornovaglia,  che ha raggiunto la qualifica di sangoma dopo aver vissuto per due anni e mezzo con il suo mentore. Il suo nome, in Xhosa, è  “Tyatyambo”, e ha incontrato Chris durante un’escursione nell’Eastern Cape. “Prima di incontrarlo mi era apparso in sogno – si confida – Ecco perché, quando ci siamo conosciuti per la prima volta, ho capito subito che avrei lasciato l’Inghilterra per diventare sangoma”.

Dopo la loro proclamazione nel Transkei, alcuni studenti di Chris lasciano il Sudafrica per esercitare la professione nei loro paesi natale, mentre altri decidono di fermarsi per un lungo periodo di tempo. “Io penso di rimanere qui a lungo”, dice Tyatyambo.Storiedichi_Sangoma_Sudafrica_08

Un’unica grande famiglia di antenati, da cui discende tutta l’umanità

Ma chi sono gli antenati? Sono gli stessi per tutti? Sono bianchi, neri o mulatti? “Discendiamo tutti dalla stessa grande famiglia, fatta di neri, bianchi e mulatti. Per questo, chiunque  può ricevere la loro chiamata. Noi, in quanto esseri umani, siamo il risultato di migliaia e migliaia di vite che sono state qui prima di noi”.

Chris dice che essere chiamati dagli antenati significa convivere con gli incubi notturni e svegliarsi all’improvviso stando così male da essere costretti a cambiare vita. “Per questo a nessuno interessa che tu sia bianco, nero, gay o etero“, spiega. Chris ha fatto il suo primo sogno rivelatore dopo aver incontrato il suo mentore nel Transkei. Ha sognato di essere in una foresta, circondato da candele accese e da persone che suonavano i tamburi africani.

“Quel suono profondo echeggiava nella mia mente anche quando ero sveglio, così ho raggiunto il sangoma che avevo incontrato e gli ho parlato di quello che mi stava succedendo”. “Lui è entrato in trance e ha iniziato  a parlare della mia vita, dei miei genitori, del mio essere gay e delle situazioni difficili che avevamo affrontato nella nostra famiglia”, racconta Chris. “È stato proprio in quel momento che ha capito che la mia vita stava per cambiare e che sarei diventato un sangoma”.

Storiedichi_Sangoma_Sudafrica_wm_03