Una nuova rotta per scoprire le origini di un antico mestiere e dei suoi eredi contemporanei

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Finnair ha aperto una nuova rotta che collega l’Europa all’isola giapponese di Kyushu, la terza, in ordine di grandezza, tra le quattro maggiori isole dell’arcipelago e la più meridionale. La compagnia di bandiera finlandese è l’unica linea, in Europa, a servire il Giappone su quattro diverse destinazioni – Tokyo, Osaka, Nagoya e Fukuoka – e con la nuova rotta, che porta a Kyushu, si scoprono meraviglie storiche, artistiche e culturali di una delle regioni meno visitate dal turismo. Fino a oggi, infatti, l’isola si poteva raggiungere solo attraverso scali intermedi con Tailandia, Singapore, Cina o Corea del Sud.

In questo reportage, Marco Buemi ci accompagna nella prefettura di Fukuoka, dove è nata l’antica arte tessile dell’Hakata-ori.

A Fukoka, la nascita di una tecnica che risale a 780 anni fa

Fukoka (Giappone) – Il mio viaggio inizia dalla prefettura di Fukuoka, una zona che vanta una lunga storia di interazione con la Cina, grazie a continui scambi di tradizioni e culture millenarie. Un frutto di questo rapporto è stato l’introduzione di tecniche di tessitura cinesi importate più di 780 anni fa.

La modifica e l’adattamento di questo stile ha portato allo sviluppo della tecnica chiamata Hakata-ori, riconosciuta dal governo giapponese come un mestiere tradizionale che sempre più, negli ultimi anni, rappresenta un elemento fondamentale della moda giapponese.
Storiedichi_Hakata_Ori_Giappone_09Le origini dello stile Hakata-ori risalgono al 1235, quando un giovane mercante di nome Mitsuta Yazaemon intraprese un viaggio in Cina con il monaco Shoichi Kokushi. Rimasero in Cina sei anni e, mentre Kokushi si dedicava allo studio del Buddismo, Yazaemon imparava una serie di tecniche innovative per la lavorazione della ceramica e dei tessuti.

Quando la coppia ritornò in Giappone nel 1241, Yazaemon trasmise le sue abilità ai cittadini di Hakata (un’area di Fukuoka), iniziando un business di famiglia con una ricerca di tecniche di tessitura; 250 anni più tardi, il discendente di Yazaemon, Hikosaburo, andò di nuovo in Cina per studiare la produzione tessile in modo più approfondito, e, una volta tornato nella prefettura di Fukuoka, modificò ulteriormente la tecnica ereditata.

Nacque, così, Hakata-ori, il cui nome unisce quello della regione di origine, “Hakata”, con la parola “ori”, che significa “intrecciare”.

Nell’azienda della famiglia Marumoto si tessono storia ed eccellenza

Storiedichi_Hakata_Ori_Giappone_09Durante il mio viaggio nella regione di Kyushu, lontano dai classici circuiti turistici, ho conosciuto il mondo della produzione tessile giapponese, grazie all’incontro con una famiglia unica, la famiglia Marumoto, che dal nulla ha costruito, negli anni ’50, una delle aziende più importanti dello stile Hakata-ori, la Chikuzen Orimono.

Al mio arrivo alla stazione della metro di Susenji, mi attende un autista mandato dal proprietario dell’azienda che mi conduce, dopo soli cinque minuti di viaggio, direttamente alla fabbrica.

Ad accogliermi all’ingresso c’è il signor Marumoto il titolare dell’azienda, accompagnato dall’elegante moglie, e, accanto al tatami, mi aspettano le tipiche ciabatte giapponesi preparate per me e pronte a essere indossate durante la visita. Appena entrato, il signor Marumoto mi riceve con un inchino e mi porge un biglietto da visita, il meishi, che leggo mostrando un certo interesse, perché una delle regole nella cultura giapponese è di non riporlo mai immediatamente.

È segno di maleducazione!

Anche scambiarsi i biglietti da visita è un’arte

Lo scambio dei biglietti, infatti, non avviene mai in modo casuale e frettoloso come in Europa ma seguendo una serie di passaggi ben precisi. A seconda del contesto diventa più o meno importante rispettare tutti i passaggi per fare bella figura e non apparire maleducati.

Non lo si deve assolutamente piegare, né stropicciare, né scriverci sopra o giocarci con le mani perché questo potrebbe essere considerato come una mancanza di rispetto. Consegno il mio biglietto da visita a Marumoto seguendo un’altra regola base: le informazioni scritte devono essere leggibili all’interlocutore. Faccio attenzione a non coprire le scritte con le mie dita durante la consegna, tenendo il meishi agli angoli con entrambe le mani e facendo, infine, un inchino.

La storia di un’azienda, di una famiglia, di una tecnica secolare

Dopo i lunghi cerimoniali, il proprietario dell’azienda mi racconta come il padre ha iniziato l’attività negli anni ’50, aprendo un piccolo laboratorio artigianale.
Storiedichi_Hakata_Ori_Giappone_05Nel 1964 il signor Marumoto ha imparato il mestiere e si è appassionato all’antica arte dell’Hakata-ori, il cui design è solitamente usato per la realizzazione di kimoni. Un processo lungo e complicato che, in base alla difficoltà della lavorazione, può richiedere fino a sei giorni per la realizzazione di un kimono e da un giorno ad una settimana per la cintura, obi.
Storiedichi_Hakata_Ori_Giappone_06Oggi, l’azienda Chikuzen Orimono è in forte espansione e conta sul lavoro di quattro designer, 18 operai e un mercato di vendita prettamente giapponese.
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Cinque fasi di lavorazione per il tessuto tradizionale giapponese

Visitare l’azienda mi ha permesso di toccare con mano, fotografare e conoscere il lungo e tradizionale processo di produzione Hakata-ori, tramandato nei secoli fino ai giorni nostri.

Suddivisa in cinque fasi, la produzione. e la sua relativa complessità, cambia a seconda degli artigiani e del loro diverso grado di specializzazione. La tecnica Hakata-ori porta alla realizzazione di tessuti sottili, flessibili e di qualità ottenuti utilizzando un numero di orditi e trame che richiedono l’intreccio in simultaneo di molteplici fili.
Storiedichi_Hakata_Ori_Giappone_07Alla fine, due strati di filati vengono tessuti insieme utilizzando una canna che crea un urto orizzontale e porta gli orditi in superficie fino a creare il tradizionale tessuto di seta.
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La solidità del tessuto prodotto con la tecnica Hakata-ori è ideale per la produzione di tessuti tradizionali giapponesi. La stoffa è apprezzata per la sua durata, nonché per la sua tendenza a rimanere aderente una volta fissata. In passato, questo tipo di tessuto è stato molto utilizzato per i foderi della katana, la tipica spada in dotazione ai samurai e in seguito agli ufficiali giapponesi.

Oggi, le aziende di Hakata-ori della regione di Kyushu continuano a produrre non solo kimoni o tessuti di seta, ma anche nuovi capi e accessori: borse, portafogli, sciarpe, cravatte, per esempio, o addirittura abiti da sposa per soddisfare le esigenze moderne dei giapponesi.
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Dalla scoperta della tecnica Hakata-ori nella zona di Fukuoka, il mio viaggio continua verso le antiche sorgenti Onsen nella località termale più famosa del Giappone…Beppu.