Storiedichi_Operatore 103_Silvia_Miola

Esercizi di autoanalisi per dosare la voglia di libertà

Ned era appena rientrata dalla pausa di dieci minuti prevista da contratto (dieci minuti per un turno della durata compresa tra quattro e sei ore, 15 minuti per un turno di sette ore continuative.) I clienti, vedendo arrivare la cassiera, si dimostravano visibilmente in fermento. Il loro obiettivo era indovinare quale cassa avrebbe aperto 103.

Su tutti primeggiò un anziano: una persona ragionevole ed educata vestita spesso di azzurro, altri invece reputarono più conveniente fermarsi nella fila in cui già si trovavano.

L’anziano aveva all’incirca settant’anni, quindi era “vecio” ma non decrepito, e infatti le raccontò che un paio di giorni prima si era avventurato in una passeggiata nei pressi di Livełon e si era imbattuto in una vipera.

“Ah, io abito nei dintorni: è molto bella quella zona! Risalendo lungo l’argine del fiume si può arrivare sino alle sorgenti del Bacchiglione”, commentò prontamente Ned. Poi, rivolgendosi ad IBM aggiunse: “È una zona in cui si percepisce intensamente la magia degli elementi naturali: il terreno è permeato di risorgive”, IBM annuì interessato.

“La gho copà a bastonà”, disse il vecio brandendo in aria un bastone immaginario contro l’altrettanto immaginaria vipera. “Cossa vuto, la gavea pena magnà quasi no la se gha mosa”.

Storiedichi_Silvia_Miola“È una civiltà molto cruenta quella gallo-cisalpina, lasciamelo dire”, commentò IBM mentre Ned avvertiva il sangue defluire dal viso e scomparire chissà dove. Il vecchio si avvide che la cassiera era diventata bianca come un cencio e spintosi oltre ogni convenienza le diede un buffetto sulla guancia e disse: “Beh, non te conterò pì gnente. Valà, valà, non te conto gnente no”.

Il gesto era di genuino affetto paterno, ma allo stesso tempo di meraviglia per quella reazione tanto sproporzionata.

IBM, per distrarre la padrona dalla vipera tragicamente assassinata durante la digestione, pensò di affrontare un argomento che gli premeva da qualche giorno: “Sai, ho fatto amicizia con un distributore automatico di bevande calde che lavora presso il Centro di Salute Mentale”.

“Quello in contrà Mure Corpus Domini?” Alla cassiera era sempre sembrato appropriato collocare un tale servizio in una via intitolata alla Santa Eucarestia. In questo modo i pazienti sono da subito ben consapevoli che l’unico aiuto in cui potranno sperare scenderà unicamente dal Cielo per via miracolosa (o puramente accidentale, a seconda della fede di ognuno).

“Sì, quello. Ogni tanto il mio amico distributore si presta a sostituire gli psichiatri in malattia o in ferie tanto… deve solo prescrivere farmaci”.

“Mmm”, mugugnò la cassiera “Non so perché, ma ho la sensazione di essere stata una sua paziente”.

“È un tipo corpulento, di lamiera grigia… Ad ogni modo, mi ha chiesto di sostituirlo qualche volta: dice che sono portato per la psichiatria”.

“Non ne dubito, gnanca-nà-paroła”, disse cautamente Ned sospettando che IBM stesse progettando di cambiare mestiere.

“Dato che tu hai esperienza di sedute psichiatriche mi chiedevo se potessimo fare qualche simulazione così da non arrivare completamente impreparato”.

“Certamente, almeno la mia esperienza di paziente sarà servita a qualcosa! In linea generale ricorda di essere sempre annoiato e spazientito, ma non in modo intenso altrimenti i pazienti penseranno che tu sia in qualche modo interessato alle loro vicende. Ah, sì… non dimenticare di trasmettere disprezzo: tu sei il medico, quello sano, e loro sono gli ammalati”

“Bene, allora iniziamo”. IBM si concentrò un attimo e riprese “Allora, operatore 103, come si sente?”

“Non bene dottore”.

“Mi dica”, disse il registratore di cassa fingendo di scarabocchiare qualcosa su un quadernetto.

“Ieri sono andata a fare un giro in bicicletta e mi sono fermata ad ammirare il paesaggio vicino alla ‘spiaggia’ del Livełon”.

“Vada avanti”.

“Mi sono fermata su un ponte che attraversa il Bacchiglione nascente quando, a un tratto, un rondone ha iniziato a volteggiare vicino a me per poi tuffarsi ripetutamente radente la superficie del fiume. Descriveva delle traiettorie di volo così belle: un tale virtuosismo e allo stesso tempo una tale naturalezza! All’improvviso ho percepito i pensieri del rondone e ho creduto di essermi trasformata nel delicato uccello così… mi sono commossa fino alle lacrime. Si tratta di uno dei miei soliti episodi di panismo, suppongo.»

“Ufffff, allora la quietapina me la prende sia mattina che sera dosaggio 25 mg anche se dà effetti sedativi forti”.

“Molto bene IBM! L’intonazione era buona, ma l’espressione del volto manifestava troppo poco disprezzo”.

“Non è facile modulare la mimica”, disse un po’ avvilito.

“Non ti scoraggiare, proviamo con un altro caso!”

“Allora operatore 103, come si sente?”

“Non bene dottore, ho una pulsione sempre più insistente: desidero infilzare i clienti rompiballe”.

“Non è che l’antidepressivo la eccita troppo? Vabbè, almeno significa che non è più depressa…”, disse IBM alzando le spalle.

“Arrivo persino a visualizzare la scena”, proseguì la cassiera simulando preoccupazione.

“Ah, sì? Con cosa li trafigge?”, chiese IBM distrattamente guardando oltre un’immaginaria finestra.

“Con un’arma bianca o con uno stiletto di metallo”, rispose serafica 103.

“Un’arma bianca… vabbè … allora, quando mi porta almeno tre cadaveri oppure si suicida allora ri-discutiamo la terapia farmacologica”.

“Eccellente IBM! Sei veramente portato per la psichiatria però questa esercitazione ti offriva l’opportunità di calcare maggiormente la mano e far trasparire questo tipo di pensieri: ma devo sempre sentire i vaneggiamenti di questa scema? Un’arma bianca, ma fammi il piacere!? Per fortuna che io sono normale. Però… è veramente scocciante essere pagati per ascoltare la gente”.

IBM sembrava intristito, così Ned si affrettò a rassicurarlo: “Te la sei cavata molto bene: le mie osservazioni sono solamente delle sottigliezze, del resto… è difficile dimostrare disprezzo e indifferenza allo stesso tempo. Se ti troverai in difficoltà mostrati annoiato a morte e vedrei che andrà tutto bene”.

NOTE per i “non veneti”

Livełon: Questa località indica un’ansa del fiume Bacchiglione che si trova a circa quattro chilometri dalla sorgente del fiume ed è immersa nel verde della campagna quindi è un luogo piuttosto gradevole. Come rivela la signora madre: “Livełon xe sempre stà la spiaja dei poareti” ovvero è sempre stata la spiaggia-surrogato di chi era talmente povero da non potersi permettere nemmeno una gita al mare in giornata. Il Livełon non tradisce nemmeno ora la sua vocazione “popolare”: infatti accoglie indigenti di ogni nazionalità che allegramente prendono il sole o fanno una grigliata all’aperto lieti come si trovassero su una spiaggia incontaminata di qualche paradiso terrestre. Qualche anziano gallo-cisalpino frequenta ancora la spiaggetta rivivendo i bei tempi andati e l’autrice stessa vi si reca di tanto in tanto forte delle sue origini popolari.

La gho copà a bastonà […]: Ho ucciso quella maledetta vipera a bastonate con la ferocia che compete ad un guerriero, poi quasi a indicare una sorta di empatia o pena: “poveretta, è stato facile aveva appena pranzato”. Verosimilmente il serpente aveva ingoiato un sorse (sorcio) il quale è caratterizzato da ossa, poca carne e pelliccia ed è quindi una pietanza piuttosto indigesta che causa quella sorta di confusione post-digestiva che talvolta colpisce anche gli umani. Si può escludere quindi che la vipera avesse ingoiato una rana che, essendo priva di pelliccia, risulta maggiormente digeribile. Haimè, un pasto più leggero le avrebbe salvato la vita!

Beh, non te conterò pì gnente […]: Ho capito, ho capito, non ti racconterò altro (dato che mi sembri in procinto di perdere i sensi). La frase in realtà è usata quasi esclusivamente dai nonni a protezione dei nipotini. Il gesto d’affetto è doppiamente straordinario: il nonno protegge l’infante tacendo la violenza della vita (che pure incontrerà a tempo debito) e rinuncia al legittimo sdegno per l’inutile fragilità del piccino. È proprio quest’ultimo gesto che rivela la fermezza del suo amore. L’autentico anziano gallo-cisalpino non teme nulla: non teme la guerra, la carestia, la morte propria o quella dei propri congiunti tuttavia riesce ad accogliere con dolcezza e comprensione la strana debolezza della propria discendenza.

Gnanca-nà-paroła: non ne dubito, non posso aggiungere null’altro ad una tale veritiera affermazione.

Rondone: uccellino simile alla rondine. Secondo quanto riferisce il signor Roberto, occasionale cercatore di tartufi neri dei Colli Berici e cacciatore (quindi ornitologo esperto), il nome celtico della bestiola è “rondon”.