La forza creatrice dell’universo femminile si esprime a Torcello in occasione della 57ma Biennale d’Arti Visive

Torcello (Venezia) – Corde di canapa e stoppa, suoni ancestrali a pelo d’acqua, danze e abiti che evocano tradizioni antiche e femminilità.

L’artista e designer di Ravenna Laura Rambelli trasforma i grandi fusi – simbolo dell’arte della tessitura – in forme espressive che raccontano la donna, il suo rapporto con la natura e con l’industrializzazione.

Il 9 maggio, primo giorno di vernice per la 57ma Biennale d’Arti Visive, i fusi si confondono con i canneti di Casa Andrich, a Torcello, dove vengono presentati in una performance fra terra, cielo e laguna.

“Fatalità”, l’installazione di Laura Rambelli a Casa Andrich

L’installazione, curata da Oscar Sanchez, si trova all’interno del giardino di Casa Andrich – che vi abbiamo raccontato qui – e il 9 maggio viene inaugurata con la performance “Fatalità”, dove l’artista Laura Rambelli e la musicista Naomi Berrill rappresentano l’antico mondo della tessitura, dai battiti del telaio al vociare delle donne, attraverso gesti primordiali e suoni composti dalla musicista per questa occasione.

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Laura Rambelli a Casa Andrich, mentre prepara l’installazione

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Un grande fuso “installato” da Laura Rambelli a Casa Andrich, Torcello

Il lavoro di Laura Rambelli è legato filo sottile che unisce a livello energetico tutte le donne del mondo. Il filo della vita, tessuto dalla nascita alla morte, che l’artista segue dal 2013 e interpreta nel più ampio progetto “Laguna”, di cui anche l’installazione veneziana fa parte.
laura-rambelliLaura Rambelli racconta attraverso le sue opere la posizione delle donne e delle madri, che, seppur legate alle attività tradizionali, superano i confini da un lato e resuscitano i rituali arcaici dall’altro.

Abiti femminili in seta pura e shantung

L’installazione in laguna e la sua poetica sono il punto di partenza anche per la realizzazione degli abiti della performance.

I tessuti sono preziosi, materici: seta pura e shantung, crudi, dalla trama simile alle nervature del legno, all’insegna di una palette cromatica che predilige tonalità bruciate della terra, bronzi e aranci, colori vitali del radicamento e di quel legame con la terra che mai deve mancare… anche toni polverosi, un rosa cangiante, come segnato da una patina temporale e per questo con una storia da raccontare.

Camicie che diventano top, mettendo in mostra scollature discrete, si incontrano con pantaloni ampi, corti alla caviglia perché agevolino il movimento della danza ritmata che ha radici lontane, e ancora, camicie-corsetto dalle maniche scultura riviste nelle proporzioni che avvolgono il punto vita, lo strizzano, da indossare con lunghe gonne gipsy in seta rigata.

Informazioni utili

//9 maggio 15-18.30
//Casa Andrich a Torcello
//Sito web