Dal progetto di un gruppo di studenti alla nascita di Slow Venice, il tour operator che non lascia impronte

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Una delle prime immagini dell’attività di Limosa a Venezia ©Archivio Limosa

Venezia – Mettere le proprie conoscenze al servizio degli altri, credere in un’idea e nella forza di un gruppo, superare la crisi investendo in nuovi progetti. In questo articolo vi parliamo della storia della cooperativa di guide ambientali Limosa e del suo marchio Slow Venice, nato a Venezia per proporre al turismo una valida alternativa alle visite mordi e fuggi in centro storico.

Limosa – sostenitrice di Storie di chi per il progetto del docufilm STUDIO2091 – è nata 30 anni fa, il 7 ottobre del 1987, e l’anno della sua fondazione coincide con quello dell’inserimento di Venezia e la sua laguna nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.

La passione per la laguna di Venezia è iniziata nel 1987

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Roberta Manzi, presidente di Limosa ©Archivio Limosa

“Nel 1987 eravamo un gruppo di ragazzi venticinquenni con una grande passione per l’ambiente e la natura”, racconta Roberta Manzi, presidente di Limosa. “Studiavamo tutti all’università, nelle facoltà di scienza naturali e forestali, di etologia e agricoltura, e sentivamo il bisogno di proporre ai visitatori un modo diverso di scoprire Venezia e la laguna“. “C’era tanto da sapere, conoscere, esplorare oltre il centro storico, ed eravamo pronti a unire le nostre competenze in nome di un turismo più profondo, curioso e consapevole”, spiega.

Ma i tempi non erano maturi. Negli anni Ottanta, la Camera di Commercio non sapeva nemmeno come inquadrare la professione che questi ragazzi si stavano creando da soli: quella di guida naturalistica ambientale, che oggi è una figura riconosciuta.

“Abbiamo scelto di chiamare ‘Limosa’ la nostra cooperativa perché la limosa è un uccello che vive nelle zone umide. È un trampoliere dalle movenze eleganti, sinuose e femminili, che per noi rappresenta la delicatezza dell’ambiente lagunare”, racconta Roberta Manzi.

I fondatori di Limosa sono stati i primi in Veneto, e fra i primi in Italia, a offrire in modo professionale percorsi di accompagnamento e itinerari naturalistici pensati per le scuole, gli studenti universitari e i turisti che si fermano a Venezia più giorni per conoscere, oltre ai suoi più famosi monumenti storici, anche l’ambiente che la circonda.

Slow Venice, il tour operator nato per superare la crisi

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I soci fondatori della cooperativa Limosa ©Archivio Limosa

“In questi trent’anni Limosa è sempre cresciuta. Abbiamo lavorato con passione e tenacia per assicurarci una continuità nella professione e migliorare la nostra offerta”, spiega ancora Roberta Manzi. “Il gruppo fondatore è rimasto quasi invariato dall’inizio della nostra avventura: siamo partiti in dieci, e ora siamo undici soci. Nella cooperativa ci sono anche quattro giovani assunti, di cui tre guide specializzate”.

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Luana Castelli, guida naturalistico ambientale di Limosa e socia della coopertiva. Sullo sfondo, la batteria Pisani a Cavallino Treporti ©Archivio Limosa

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Il lavoro della cooperativa Limosa con le scuole nella laguna di Venezia ©Archivio Limosa

La storia di Limosa è iniziata instaurando collaborazioni con istituzioni pubbliche, musei e strutture impegnate nella divulgazione e nella promozione del territorio lagunare, e partecipando a bandi regionali e nazionali per investire fondi nello sviluppo della cooperativa. Ne sono nate proposte che, tuttora, spaziano dalle gite scolastiche, ai laboratori didattici, ai progetti di alternanza scuola-lavoro.

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Una bellissima immagine della Laguna Nord di Venezia scattata da Karl Johaentges per Limosa dal libro “Die letzen Venezianer”.

Per guardarle nei dettagli puoi cliccare qui:

Nel 2007, con la crisi economica alle porte, Limosa ha affrontato un momento difficile. “I fondi pubblici hanno iniziato a scarseggiare, non c’erano garanzie per il futuro e non sapevamo cosa fare.”

Prendendo esempio dai salmoni, che nuotano contro corrente, abbiamo deciso di investire in qualcosa di nuovo, che potesse farci crescere.

Ed è nato Slow Venice, il tour operator di Limosa che, oggi, è il vero e proprio marchio della cooperativa. “Abbiamo ideato un servizio di proposte turistiche su misura per una nicchia di turismo colto che non viene a Venezia per la prima volta, ma ci ritorna proprio per scoprire qualcosa di nuovo e di diverso rispetto alle proposte classiche“.

Il pay-off del marchio “Slow Venice” è “esploratori di paesaggio fuori dall’ordinario“, perché fuori dall’ordinario sono i viaggi e i tour proposti, fra cui:

Venezia e i mestieri della città d’acqua, dedicato a chi vuole conoscere la cultura veneziana attraverso gli antichi mestieri artigiani.

L’Altra Veneziache propone tre itinerari fuori dal comune:

I nizioleti delle donne, per scoprire la storia Venezia attraverso la toponomastica che celebra storie e imprese di donne che hanno lasciato il segno in città;
I nizioleti dei mestieri, che sempre seguendo la toponomastica riporta ad antichi rumori, profumi e sapori legati a mestieri ormai dimenticati
Il mondo ha casa a Venezia, un tour nuovo per scoprire le attività dei “nuovi veneziani”, in arrivo da tutto il mondo.

Per scoprire le altre proposte e la filosofia di Slow Venice puoi cliccare qui

Slow Venice Network, reti di impresa per un’offerta più completa

Un importante progetto di Limosa e Slow Venice è quello delle reti di impresa. “Grazie a un bando della camera di commercio abbiamo creato il Slow Venice Network, una rete di impresa che trasforma i nostri fornitori – hotel, ristoranti, musei, ecc… – in partner,” ci racconta Roberta Manzi. “I nostri fornitori dialogano fra loro e collaborano per dare ai visitatori un’offerta più completa, in questo modo mettiamo in rete gastronomia, cultura, natura e cicloturismo”.

Quando viaggi non lasciare impronte: il souvenir sostenibile

Limosa collabora da tempo con Valle Sacchetta (che vi abbiamo raccontato qui)una valle da pesca in cui il titolare Achille Scarpa alleva pesce biologico di laguna, che spedisce fresco di giornata in tutta Italia. Ma è anche sede di un progetto di sostenibilità ambientale che Limosa e Slow Venice condividono con i loro clienti.

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Un’immagine di Valle Sacchetta, la valle da pesca di Cavallino Treporti dove Achille Scarpa alleva pesce biologico ©Archivio Storie di chi

Seguendo le indicazioni del protocollo di Kyoto, Valle Sacchetta promuove uno stoccaggio di anidride carbonica attraverso l’azione di piante acquatiche tipiche della laguna e chi ha cuore l’ambiente può acquistare crediti di CO2. Cosa significa? Significa che l’impronta del nostro passaggio in un territorio, e gli effetti che essa procura sull’ambiente, viene “compensata” sostenendo un progetto che, in modo naturale, contribuisce a ridurre le emissioni nell’ambiente.
Storiedichi_Valle_Sacchetta_wm-01“Per questo chi sceglie di viaggiare con Slow Venice – spiega Roberta Manzi – riceve un attestato che certifica l’acquisto di crediti di CO2 destinati al sostegno di Valle Sacchetta.”

“È il souvenir più slow che possa esistere!”

*L’immagine di copertina è tratta dal libro “Die letzen Venezianer” ed è stata scattata dal fotografo Karl Johaentges.

Informazioni

Limosa // sito web // Facebook 
Slow Venice // sito web // Facebook // Instagram 
CO2 Footprint a Valle Sacchetta // sito web
Indirizzo cooperativa Limosa // Via Angelo Toffoli 5, Marghera (Venezia)


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