Assanatou e i suoi mille sogni. Storia di un piacevole incontro alle poste

C’era tanta gente quella mattina agli uffici della posta ma proprio non potevo andarmene. Dovevo assolutamente pagare delle bollette in scadenza e pazientemente, si fa per dire, aspettavo di poter accedere allo sportello.

Me ne stavo seduto con il mio numero in mano, stando attendo al display per non perdere il mio turno. Di fronte a me sedevano Assanatou e il suo fratellino Ubaida con la loro mamma.
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Assanatou aveva la testa piena di treccine, erano davvero tante e ogni volta che muoveva la testa saltellando allegramente cambiavano posizione. Provavo e riprovavo a contarle, ingannando il tempo di attesa, ma inevitabilmente perdevo il conto che avevo più volte iniziato.

Così mi sono deciso e le ho chiesto: “Quante sono?

Assanatou non ne aveva la più pallida idea. I suoi capelli erano stati divisi in “regioni” più o meno uguali per dimensioni e quantità, intrecciati e fermati all’estremità con degli elastici colorati.
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Mi ha raccontato che l’acconciatura aveva richiesto molto tempo, un pomeriggio intero, ed era stata anche piuttosto dolorosa. Le sembrava di avere un gatto in testa che le tirava dispettosamente i capelli però, mi ha confidato, l’aveva affrontata con coraggio e non si era mai lamentata perché a ognuna di quelle treccine corrispondeva un desiderio.

Assanatou era assolutamente certa che, una volta sciolte le treccine, tutti i suoi desideri si sarebbero avverati. Stava giusto iniziando a elencarli quando la comparsa del mio numero sul display mi ha riportato alla scadenza delle bollette.

Chissà se almeno uno di quei sogni si avvererà.