Spazialismo e strani souvenir in Calle Lunga San Barnaba

Storiedichi_Artisti_a_VeneziaVenezia – Conforta vedere che a Venezia, nonostante l’invasione del turismo di massa e del low cost, ci sia una calle che cresce grazie all’inventiva e alla creatività di artisti, artigiani, ristoratori e negozianti che tirano su l’animo anche ai peggiori pessimisti. È Calle lunga San Barnaba, nascosta in una zona molto conosciuta della città (vicino all’omonimo campo e a Santa Margherita), ma non ancora entrata nei circuiti turistici. Ci si ferma a ogni passo, per guardare questa e quella vetrina, e per scoprire che un po’ alla volta la calle si popola di persone, qualità, e di quell’orgoglio veneziano fatto di mani, idee e originalità.

La bottega dove oggi, in calle, lavora Luana Segato è passata di pittore in pittrice, quasi una rarità a Venezia. Prima che arrivasse lei, un anno fa, era lo studio d’artista del suo maestro Davide Battistin e chi ci passa davanti, anche senza entrare, sa che lì dentro si lavora con tele e pennelli. Luana, che si è formata alla scuola internazionale della grafica, è di Padova. Viene qui a dipingere tutti i giorni e pensa che nella vita non ci possa essere niente di più bello: Venezia, l’arte, un lavoro che è una passione, una bottega che parla da sola e che riempie di positività.

“Non c’è un grande passaggio di turisti, purtroppo, ma lavorare qui è un privilegio impagabile”, racconta. Luana Segato si fa chiamare “Luse”, e questo è il nome d’arte che appare su tutte le sue opere, per la maggioranza “spazialiste” e ispirate all’architettura di Venezia. In questi giorni, Luana sta dipingendo la facciata della Ca’ d’Oro adattandola alle forme di un busto di donna: “Vedo che il quadro non è ancora finito», dice, «ma ho paura di rovinarlo se ci metto troppo le mani. Ecco, ci siamo quasi”.

Guardando bene le sue tele, ci si accorge che, spesso, hanno delle cuciture, dei rattoppi. “Mi piace unire pezzi diversi di cotone e realizzare tele con ritagli di recupero, così sono più vissute”, spiega Luse. Ma i tagli e le cuciture, a dire la verità, sono la sua passione da sempre. Uno dei lavori che più affascina i clienti, infatti, è il taglio “ricucito” della tela, un tratto distintivo di Luana che trova le sue inconfondibili radici in Fontana. “Mi sono sempre piaciuti i tagli di Fontana, e quindi ho pensato di re-interpretarli a modo mio: estraendo sezioni di tela per ricucirne i lembi con un filo, quasi a unire il reale con l’infinito”.
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Infinito è, sicuramente, il tempo che si passerebbe nel suo studio d’artista, dove di elettrico c’è solo la luce e dove l’occhio cade su tanti particolari nascosti, come i libri d’artista di Luse, e alcune strane collane realizzate con quadrati e rettangoli di tela. “Questo è il frutto di una collaborazione e un’amicizia nata qui, in calle lunga San Barnaba: con Lauretta Vistosi, la mia vicina di bottega che vende borse e accessori in stoffa e canetè, abbiamo pensato di unire le forze realizzare orecchini e collane d’artista”, spiega la pittrice. Sono accessori un po’ provocatori, realizzati con una tela colorata, tagliata, ricucita e stravolta per dire che l’arte non va solo guardata, ma anche indossata, manipolata, reinventata a proprio piacimento.

In qualche negozio di Londra, Berlino, New York, oggetti come questi farebbero impazzire, a Venezia si notano meno, purtroppo, specialmente in una calle che esplode di estrosità ma che fa fatica a decollare, a fasi conoscere davvero come la calle dell’arte e dell’artigianato. Luana Segato, assieme agli altri artigiani, è una delle anime di calle lunga San Barnaba: nel suo studio, organizza spesso spritz e momenti di incontro.

Non riesco a pensare che Venezia sia perduta o che non sia più quella di una volta, come spesso si dice. La sua energia è sempre la stessa, è unica al mondo e dobbiamo rendercene conto ogni giorno.

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