A Malga Natura, la meraviglia del mondo piccolo e sconosciuto che a volte ci spaventa

Ferrara di Monte Baldo (Verona) – Se cercate “Malga Natura” su Google non troverete nessun sito web a descriverla. Il suo gestore, Paolo Cugildi, pensa che sia questo il segreto del suo successo.
Malga Natura Monte Baldo“Qui vengono solo persone appassionate di montagna, curiose di conoscere il mondo dei serpenti, degli uccelli e dei funghi“, racconta fra i suoi capanni di legno a Ferrara di Monte Baldo.
Malga Natura Verona“Tempo fa avevamo un sito internet, ma arrivavano duecento persone al giorno solo per mangiare e prendere il fresco. Questo, però, è un polo didattico-culturale, dove si viene per imparare qualcosa di nuovo sulla natura. Non è né un bar né un parco giochi.” “Così abbiamo cancellato il sito, e adesso abbiamo solo visitatori che sanno perché vengono qui”.

L’interesse per il mondo delle vipere non è certo un fenomeno di massa. Per non parlare di quello dei pipistrelli. “Sono anni che cerco qualcuno che faccia lezioni sui pipistrelli, ma non riesco a trovarlo. Le faccio sempre io”, dice Paolo con un po’ di tristezza. “La più grande soddisfazione, però, è vedere che persone schizzinose e intimorite dai serpenti riescono addirittura ad accarezzarli, dopo aver imparato qualcosa su di loro”.

“Malga Natura”, immersa nel verde, è sede di un vivario – dove si studiano e si tutelano le vipere, in particolare la Vipera Aspis, sottospescie della Francisci Redi, la specie più diffusa sul Baldo e in Italia – di un punto conferenze, di un’aula di micologia (la scienza che studia i funghi) e di un percorso botanico-micologico.
Malga Natura Monte Baldo

L’intero progetto di Malga Natura è stato sostenuto e promosso nel 2008 dal ministero dell’Ambiente, e le vipere si possono osservare in una vasca interrata, costruita in pietre intonacate a calce e a prova di fuga.

“Facciamo vedere gli esemplari nel loro ambiente naturale. Parliamo anche di come si praticano le automedicazioni in caso di morso“. “Ci sono tanti luoghi comuni da sfatare – spiega Paolo – Conoscendo a fondo questi animali, molte persone possono vincere la paura ingiustificata che hanno di loro, dovuta anche all’influenza della cultura religiosa che attribuisce a queste creature caratteristiche demoniache”.

“Sono animali come gli altri, che chiedono solo d’essere lasciati in pace”.

Paolo Culgidi gestisce la malga dal 2005 e a portarlo qui è stato un cambio di vita, una presa di coscienza che, da ragazzo, lo ha allontano da una prospettiva che non sentiva sua.
Malga Natura Monte Baldo

Da idraulico ad appassionato di funghi e scienza

“Ho iniziato a lavorare da bambino, con mio padre, che faceva l’idraulico”, racconta.

Verso i 30 anni mi sono chiesto che cosa volessi dalla vita: fare soldi o viverla

Ho scelto di viverla.
Lavorando come idraulico, Paolo avrebbe avuto molte soddisfazioni dal punto di vista economico, ma non ha mai avuto dubbi sulla sua decisione.

“Da giovane non ho avuto la possibilità di studiare, e questo è tuttora uno dei miei più grandi dispiaceri”. “Ho iniziato a studiare da adulto, soprattutto le materie naturalistiche: ornitologia, micologia, botanica, chiroperologia e speleologia. Mi sono dedicato all’alpinismo, al paracadutismo, alle attività subacquee, ma a una certa età mi sono accorto di farlo in modo sbagliato. Mi mancavano le conoscenze scientifiche, che permettono di sapere perché le alcune cose accadono”, spiega.
Malga Natura Monte BaldoE non è un caso che la principale vocazione di Malga Natura sia quella di insegnare agli altri i meccanismi misteriosi della natura. Da tutta Italia e dall’estero, arrivano scolaresche, gruppi di studenti e persone interessate alle lezioni di Paolo Cugildi e dei suoi collaboratori.

Si parla di erbe, serpenti, uccelli e funghi.

Dai funghi, si può dire, è iniziato tutto.

“La micologia è sempre stata la mia passione. Ho partecipato a decine di conferenze e comitati scientifici per specializzarmi sempre di più nella materia”. “Sono fiero di aver messo in piedi un gruppo micologico che funziona da più di 25 anni: il Gruppo micologico Orto Europa di Dolcè, grazie al quale ho realizzato il progetto di Malga Natura”, racconta Paolo. “Grazie a questo gruppo, siamo riusciti a ridurre del 90% le intossicazioni da fungo nel nostro comprensorio”.

Il sogno (mancato) di aprire un museo dei funghi

Paolo Culgidi aveva due sogni nel cassetto: fondare un punto di incontro per naturalisti di tutte le discipline, che si è realizzato sul Monte Baldo con Malga Natura, e aprire l’unico museo della micologia in Italia, che parlasse di tutti i suoi aspetti, dalla biologia alla riproduzione dei funghi, all’etno-micologia, il rapporto dell’uomo con i funghi.
Malga Natura Monte BaldoMalga Natura Verona“Pensate che nella saccoccia della mummia Ötzi, ritrovata nel 1991 nelle alte quote della Val Senales, c’era il Fomes Fomentarius, un fungo che serviva per accendere il fuoco, e una collana di Piptoporus Betulinus che usava come emostatico, antibiotico e antiparassitario intestinale.”

“Parliamo di 5300 anni fa“, racconta Paolo. “Sono cose che oggi non facciamo più e non conosciamo nemmeno”.

Per anni, Paolo Culgidi ha cercato un posto che potesse ospitare il museo e ha trovato interesse in Mirco Campagnari, sindaco di Rivoli Veronese dal 2004 al 2014. “Mi aveva dato dei locali nell’ex polveriera di Rivoli – spiega – Avevamo esposto centinaia di specie diverse di funghi e pannelli che parlavano di micologia, etno-micologia e micologia nella medicina.” “Avevamo preparato materiale didattico sui licheni, che nascono dalla simbiosi fra un’alga e un fungo, e sui funghi più piccoli, le muffe, i Mixomiceti, i Gasteromiceti, per arrivare ai più grossi, come le Tricholomatacee, le Bolletacee, le Amanitacee…avevamo costruito anche dei funghi giganti per fare lezione ai bambini.”

Il museo era pronto ma abbiamo dovuto distruggerlo perché altri politici hanno avuto i fondi per restaurarlo, ci hanno fatto portare via il lavoro di sei anni.

Nel percorso di studio, ricerca e passione di Paolo Culgidi, questa è una ferita che difficilmente verrà risanata. Al momento, infatti, non c’è modo di pensare che il museo veda la luce, nonostante le promesse degli amministratori. “Parte del materiale è stato conservato e recuperato, come la collezione dell’artista veneziano Bruno Berti, che aveva scolpito nel polistirolo centinaia di funghi e li aveva dipinti per renderli delle riproduzioni perfette”, spiega.

“Ma il grosso è stipato in un magazzino e non so che fine farà”.

L’università della natura si conosce con il passaparola

A Malga Natura le persone arrivano tramite il passaparola. C’è anche un piccolo orto, che dona le verdure fresche (a metri zero) per gli operatori della malga e gli amici che si fermano per una sosta.

Malga_Natura_Verona_08Verze, patate, zucchine e risotti con le erbe selvatiche del Monte Baldo sono sempre sul fuoco. “Abbiamo il tarassaco di montagna, il luppolo, il Buon Enrico, lo spinacio di montagna, la Silene Vulgaris e tante buone erbe con cui facciamo paste, frittate. E naturalmente abbiamo i funghi, che accompagnano la polenta e farciscono gli sformati”.
Malga Natura Monte BaldoMalga Natura VeronaMentre Paolo racconta, l’appetito sale.

Ho imparato a fare anche il formaggio – dice – E mi riesce bene! Ho solo una piccola produzione, a uso personale, di ricotta e formaggio fresco. Ha quel sapore antico che è sempre più difficile da trovare”.
I bambini che arrivano a Malga Natura per conoscere i rettili e i funghi imparano anche a fare il formaggio. Paolo la chiama “l’arte di trasformare il latte in cacio“.

Fra le attività proposte da Malga Natura c’è anche il Bird Watching. La presenza di uccelli stanziali e di passo permette di osservare 65 specie di uccelli diverse dentro i capanni di legno. Le fotografie di molti esemplari che vivono nei dintorni della malga sono state esposte in mostre alla Gran Guardia di Verona, e usate poi per manifesti e calendari.

Il futuro della Malga con giovani appassionati

Malga Natura VeronaPaolo Cugildi spera che in questi anni siano molti i giovani appassionati a farsi avanti per continuare a trasmettere e a fare ricerca nel settore naturalistico. “Senza la collaborazione di altri esperti, io non avrei fatto niente”, confessa Paolo. “Collaborare e trasmettere il sapere è fondamentale per tenere in vita attività che hanno a che fare con la passione e con un sano interesse per la tutela dell’ecosistema”. “Tante persone si sono appassionate come me a questo progetto, ma spero di trovare qualcuno di più giovane che porti avanti la didattica e abbia voglia di farsi una cultura”.

Non smetterò mai di dire che studiare con curiosità l’ambiente e la natura ci rende più forti e consapevoli. È meglio iniziare da bambini, ma non c’è limite di età per scoprire quanta meraviglia abbiamo a portata di mano.

Malga Natura Monte Baldo