Gli sguardi di un Casanova distraggono dall’estinzione dei centesimi

Da qualche mese un giovane “interinale” aveva iniziato a lavorare nel supermercato. La cassiera operatore 114 (collega di Ned-operatore 103) era certa che fosse uno scansafatiche e se ne lamentava continuamente persino con i clienti. Il giovane aveva davvero un atteggiamento flemmatico, ma 103 lo ascriveva ad una mal riuscita posa da seduttore.

Il nuovo arrivato era un giovane uomo di origini indiane dai profondi occhi scuri che, sicuro della propria avvenenza, faceva il piacione un po’ con tutte.

Ned si irritava molto quando gli ordinava di chiudere la cassa per dedicarsi ad altro e riceveva per tutta risposta una lunga occhiata languida. “Ma cossa falo?”, chiedeva Ned ad IBM che era stupito almeno quanto la padrona. “No ghe se pì rełigion!” Ma faceva il cascamorto pure con lei: una vecia, una cassiera esperta, una lavoratrice “a tempo indeterminato”.

Dov’era finito il rispetto? La deferenza per l’anzianità di servizio?
Operatore 103 Silvia MiolaLa perenne posa da Casanova influiva negativamente sulla “produttività” del ragazzo, ma le clienti del supermercato non sembravano darvi peso. Anzi, non perdevano l’occasione di lodarne l’avvenenza.

Infatti anche la cliente che si trovava alla cassa di 114, per difendere il ragazzo appena definito scansafatiche, sussurrò: “L’è un bel toso però.”

Ned colse l’occasione al volo: “Giusto, giusto signora bisogna anche gustarse l’ocio. Abbiamo clientela femminile da intrattenere qui!”

Come si sentiva trasgressiva e sguaiata a pronunciare una frase così rozza. “Hihi,” ridacchiava dentro di sé. “Questa frase è veramente sessista, sono la più dissoluta tra le donne!”

Si sentiva come una di quelle femmine ferine e solenni rappresentate da Pasolini, esattamente come una delle crudeli prostitute del film “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Invece faceva la cassiera e il suo migliore amico era un registratore di cassa: una vita costellata di scontrini insomma.

Quasi senza rendersene conto era arrivata al termine di un nuovo conto quindi dichiarò: “Venticinque e cinquantadue, venticinque euro e cinquantadue centesimi.” La cliente che stava di fronte a 103 era una cliente abituale sui cinquanta. Qualche collega sosteneva che la donna fosse impiegata in banca ma l’impiego non va inteso alla lettera perché indica genericamente una persona istruita.

Ned nutriva qualche dubbio sulla sua intelligenza: sembrava infatti piuttosto svampita o forse fingeva astutamente idiozia. La donna era intenta a rovistare nel portamonete per cercare le monetine color rame e, per ingannare l’attesa, disse distrattamente: “Pare che… finalmente li tolgono.”

Per la millesima volta Ned sentì pronunciare la frase che la faceva andare su tutte le furie: “Ma secondo te quando saranno fuori corso i centesimi non coglieranno l’occasione per aumentare i prezzi? Ovviamente arrotonderanno per eccesso, non credi?”

La sedicente impiegata di banca rispose: “Dici? Ma uno spera sempre…” Non ebbe il tempo di finire la frase perché Ned la aggredì: “Ma secondo te come si sono estinti i Neanderthal?
Operatore 103 Silvia Miola“I Neanderthal?” esclamò confusa la cliente. “Sì, i Neanderthal”, ripeté scocciata la cassiera. “I Neanderthal! Sterminati dai Sapiens ecco come sono morti, te lo dico io! Secondo te l’Homo sapiens, autore dello sterminio totale dei neanderthalensis, oltre ad altri genocidi ed efferatezze, arrotonderà i prezzi per difetto? Ma di cosa stiamo parlando?!”

“Poareti i nenderta, ma ti lo savevito?”, commentò qualche vecchietta mentre alcuni anziani celti in coda annuivano in segno di approvazione.

Come si può solamente immaginare l’arrotondamento dei prezzi per difetto?

Significa proprio non conoscere il genere umano. Non serve certo tirare in ballo la paleontologia!

Note per i non-Veneti

No ghe se pì rełigion: ma dov’e finito il rispetto?” Letteralmente: i costumi sono talmente degradati che ci si beffa anche di ciò che è sacro.

Ma cossa falo?“: cosa diavolo sta facendo?

Gustarse l’ocio“: rifarsi gli occhi, ristorarsi ammirando una persona eccezionalmente bella. Non coincide con il desiderare infatti è un’attività ritenuta lecita anche per chi è coniugato. Il coniugato colto in flagrante deve dichiarare: “So drio gustarme i oci, cossa faso de mae?” Ovvero sto solo ammirando cotanta bellezza lungi da me formulare pensieri impuri. Di solito il solo gustarse i oci avviene perché la preda è fuori portata: troppo bella, troppo giovane…

Persona istruita“: in dialetto veneto si traduce con il termine studià ovvero “colui che ha studiato”. “El se studià” = quell’uomo è un dotto, spesso detto anche in tono ironico. Anticamente indicava un laureato in medicina/farmacia o in legge, professioni che suscitavano venerazione e timore nei contadini. Nella mia famiglia sopravvive la credenza che un avvocato abbia il potere di mandare in rovina un’intera stirpe: sembra infatti che, nel 1800 per qualche nebuloso motivo e il concorso di un avvocato, i miei avi persero la proprietà di un mulino. Risulta evidente che questa categoria di lavoratori fosse di fatto equiparata agli stregoni.

Poareti i neanderta, ma ti lo savevito“: frase tipicamente pronunciata all’annuncio del decesso di un conoscente. Solitamente si dice: “Poareto (Bepi), ma ti lo savevito? Ma quando seo morto?” E significa più o meno: “Compiango il povero (Bepi), certo che non ci si può distrarre un attimo che la Morte se li porta via”. Neandarta è l’adattamento fono-morfologico di Neanterthal: i galli tendono sempre ad addomesticare le parole di origine straniera.