Nel Saloon dove la notte porta consiglio e la Luna svela i suoi poteri

Parrucchiere_locorotondoLoco Rotondo (Bari) – Michele D’Amico ha aperto la sua bottega di parrucchiere fra i trulli di Locorotondo, un piccolo labirinto di viuzze, chiese, piazzette, architetture barocche, balconi in ferro battuto e cascate di gerani che danno colore alla calce bianca delle case.

È uno dei borghi più belli d’Italia, si chiama così per la caratteristica forma del suo centro storico, un insieme di piccole abitazioni disposte su anelli concentrici, e si trova a pochi chilometri da altri capolavori scolpiti nella pietra come Alberobello, Martina Franca, OstuniCisternino, dove Michele è nato e cresciuto.

In estate, con tutti i ristoranti e i bar aperti, le feste di paese, le luminarie, i negozi di ceramiche, il clima caldo, ma sempre ventilato, Locorotondo accoglie con il suo incanto migliaia di turisti, che arrivano da ogni angolo d’Italia per trascorrere le vacanze in Puglia, dove la bellezza del mare e della natura è ancora fedele compagna della storia e della tradizione.

Una sola poltrona e un solo lavatoio

In via Dura 4/6, il parrucchiere Michele D’Amico ha aperto il suo “Saloon”, un salone per tagli, pieghe, colore e acconciature che tiene aperto dalle 16 a mezzanotte, perché farsi i capelli di notte ha tutto un altro sapore.
Parrucchiere_Locorotondo“Ma non solo, dare la possibilità di tagliarsi i capelli in un orario diverso da quello lavorativo agevola le donne in carriera che hanno poco tempo”, dice.

Mi piace lavorare di notte e credo che per chi viene sia importante provare un’esperienza diversa dal solito. Andare dal parrucchiere è un po’ come andare dallo psicologo, bisogna conoscersi prima di iniziare a lavorare. E la notte aiuta.

Aiuta anche vedere che ci sono una sola poltrona e un solo lavatoio, perché il parrucchiere di Locorotondo segue le sue clienti una alla volta e non c’è bisogno di aspettare. Anche se, a dire il vero, molte persone entrano nel suo salone solo per guardarlo, per perdersi fra i mobili di antiquariato e i tanti dettagli che lo arredano.

Parrucchiere_Locorotondo Un salone o un negozio di arredamento?

“Sono tutti mobili recuperati dalla casa di mia nonna e di mia zia – racconta Michele D’Amico – li ho rimessi a nuovo per il Saloon, che forse, dalla vetrina, non sembra un negozio di parrucchiere”.
Parrucchiere_LocorotondoParrucchiere_LocorotondoIn effetti, potrebbe sembrare un negozio di antichità e curiosità, una camera delle meraviglie dove, però, si va per rifarsi il look.

Prima di diventare la bottega di Michele D’Amico, il locale di via Dura ha ospitato, a inizio Novecento, una fabbrica di lana, cuscini e materassi, un negozio di alimentari negli anni Cinquanta e la sede degli Alpini locali fino a pochi anni fa.
Parrucchiere_Locorotondo“Ho aperto il Saloon tre anni fa, l’11 settembre del 2014. Avevo trent’anni, oggi ne ho 33”, racconta. “L’ho messo un po’ a posto e ho iniziato a lavorare”. “Sono consapevole di quanto è importante curare l’ambiente in cui si lavora. Disporre in armonia gli elementi che compongono lo spazio è fondamentale, per me, e penso sia questo a creare l’atmosfera che piace ai clienti”.
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Una vita a metà, fra arte, design e acconciature

Il cartello degli orari di Michele e la sua evidente passione per l’arredo fanno pensare che questa non sia la sua unica attività. Il lunedì e martedì, il salone apre mezza giornata, dalle 9 alle 14; il mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16 a mezzanotte; sabato e domenica è chiuso.

Cosa farà mai il parrucchiere nel resto della giornata? Si dedica alla pittura, dipinge quadri e trasforma mobili e vecchi oggetti destinati alla discarica in pezzi di design.

“E faccio anche da ‘consulente’ a chi deve arredare casa, la mia passione per l’arte, il design e l’arredamento mi ha portato ad avere due lavori”, dice.

Michele D’Amico ha trovato un buon equilibrio fra le due attività, riesce a svolgerle in parallelo coltivando le sue due passioni, però è il lavoro di parrucchiere quello con cui si identifica.
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Da Miami alla Puglia, l’ispirazione in un quaderno pieno di disegni

“Dopo la terza media ho fatto la scuola professionale per parrucchiere e prima di stabilirmi qui, a Locorotondo, ho lavorato a Miami, in Florida, a Bologna e Milano – racconta – Ho iniziato con il maschile, ma dopo poco mi sono annoiato. Lavorare con i capelli delle donne è molto più bello, c’è più spazio per la creatività”.
Parrucchiere_locorotondoMichele non segue la moda, non gli interessa.

“Tagliare e acconciare i capelli, per me, è come dipingere – dice – Metto la firma su quello che faccio e la più grande soddisfazione è sapere che le clienti vengono da me perché sono io, e non un parrucchiere qualsiasi”.

Un volto è come un quadro e i capelli sono la cornice: devono far venire fuori il carattere della persona.

L’ispirazione del parrucchiere di Locorotondo viene soprattutto dai suoi viaggi. Ogni anno, Michele D’Amico visita un paese nuovo e gira per le strade annotando le acconciature che lo colpiscono.
Parrucchiere_locorotondo Parrucchiere_locorotondo“La città che fino a ora mi ha colpito di più – racconta – è Budapest. Nel mio quaderno, che è un vero e proprio diario di bordo, ho disegnato decine di pettinature stravaganti, originali e curate. A Budapest le persone dedicano molto tempo al loro aspetto e ai loro capelli”.

Nel buio della notte, sotto le stelle, osservando la Luna

Ogni seduta di bellezza al Saloon di Michele D’Amico inizia con un caffè, un gelato o un bicchiere di vino e mentre le stelle brillano, il parrucchiere di Locorotondo osserva la Luna. Le nonne di tutto il mondo hanno sempre detto alle loro figlie e i nipoti che se si tagliano i capelli in luna crescente si irrobustiscono e crescono più velocemente.
Parrucchiere_locorotondo Parrucchiere_locorotondoSarà vero?

Da quando ha aperto, Michele D’Amico invita le sue clienti a tagliarsi i capelli in Luna crescente e ne conserva le ciocche in un quaderno, che di anno in anno viene aggiornato per vedere se, effettivamente, il detto popolare funziona. “Devo controllare i capelli della stessa cliente per almeno tre anni, per vedere se c’è un fondamento o se si tratta solo di una leggenda”, spiega.
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Ma la Luna, si sa, governa le acque, i raccolti, l’umore. Ci guarda dall’alto e ci sorveglia nel buio della notte, dove c’è più spazio per la riflessione, l’arte e la poesia.

E allora…benvenuta notte!
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