A Valle Sacchetta con Achille Scarpa, per vedere dove crescono i branzini della sua pescheria 2.0

Cavallino Treporti – Sembra impossibile, ma ci sono luoghi in cui non si deve correre. Semplicemente perché non ce n’è bisogno, se non per immortalare un tramonto o il battito d’ali di un airone. Valle Sacchetta è uno di questi: è un immenso labirinto di argini e barene in cui il tempo scorre silenzioso, non mette fretta e si trasforma in ossigeno per chi sceglie di trascorrere qui qualche giorno, lontano da tutto e da tutti.
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Il cancello della valle si apre nella penisola di Cavallino Treporti, che separa il Mare Adriatico dalla laguna Nord di Venezia. A mostrare la sua immensità e bellezza è il proprietario Achille Scarpa, poco più che quarantenne e ben felice di vivere in questa pacifica tranquillità. “Negli ultimi vent’anni ho lavorato come agente di viaggio, ho visto quasi tutto il mondo e ho conosciuto un inestimabile numero di persone. Ora che sono qui e mi guardo in giro penso a una sola cosa: non tornerei mai indietro”.

Achille non tornerebbe al trambusto della vita mondana perché il ritorno che ha scelto è quello alle sue origini. “Sono nato qui, a Cavallino Treporti, e da un paio d’anni ho dato nuova vita a Valle Sacchetta, di proprietà della mia famiglia dal 1988″. “Qui si vive secondo natura, si dà concretezza alla parola inglese ‘slow‘ di cui si parla tanto. Non è detto che a tutti piaccia, a me sicuramente sì”.

La sua compagna, Fiorella, che è di Torino e ha vissuto per molti anni a New York, rimpiange un po’ l’atmosfera metropolitana; suo padre Lucio, al contrario, elenca i tre motivi per cui non cambierebbe mai la sua residenza:

1. L’acqua della laguna non ha mai lo stesso colore: ogni giorno sembra più bello;

2. Qui sei qualcuno, hai un ruolo e chi vive accanto a te ti conosce e ti aiuta;

3. Alle sette del mattino puoi iniziare la giornata mangiando pane e salame con un amico pescatore.
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Valle Sacchetta è una valle da pesca da oltre mezzo millennio: il suo primo atto di vendita secondo questo utilizzo risale al 1620. Oggi, come ieri, Achille alleva cinque qualità di pesce lagunare seguendo la sola regola della stagionalità. Sì, qui si pesca il vero pesce biologico, che non conosce il sapore dei mangimi chimici e non si può acquistare in estate. Perché, come madre natura comanda, in estate cresce, si sviluppa e non si pesca.

Valle Sacchetta ha una superficie di 112 ettari e, percorrendola al calar del sole, Achille racconta l’evoluzione del suo pesce. “Ogni primavera, mio padre e io seminiamo gli avannotti, i pesci neonati, nelle sacche più grandi e capienti della valle.

Non facciamo nient’altro: li lasciamo crescere nutrendosi di quello che offre l’acqua della laguna”. “Quando la stagione cambia e arriva il periodo della ‘fraìma‘, cioè il passaggio dall’estate all’autunno, i pesci tentano la fuga verso il mare ed è lì, in un punto intermedio fra la laguna e la via verso l’Adriatico, che entrano nel nostro ‘lavoriero‘, in cui, dopo averli selezionati, li possiamo pescare“.
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Nel lavoriero arrivano pesci di tutte le dimensioni: quelli più grandi, che hanno già compiuto due o tre anni a seconda della specie, possono essere pescati. I più piccoli, invece, ritornano in acqua: “Li mettiamo nelle cosiddette ‘peschiere‘, delle sacche d’acqua più strette, in cui la temperatura è più alta e consente la sopravvivenza del pesce anche durante l’inverno“.

Il pesce di Valle Sacchetta, quindi, si può mangiare solo da ottobre a febbraio perché le stagioni più calde dell’anno servono alla sua crescita. Per dare vita nuova a una valle da pesca storica, in un luogo piuttosto lontano da qualsiasi idea di città (la località più vicina è Jesolo, che dista oltre venti chilometri), Achille Scarpa ha sfruttato le sue conoscenze digitali e tecnologiche.
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“Ho messo su una pescheria on line. I clienti che ordinano attraverso il mio sito www.pescherieonline.it ricevono il pesce direttamente a casa loro”. In autunno e in inverno, quindi, i branzini, le orate, le volpine, le boseghe e i lotregani di Valle Sacchetta arrivano sulle tavole di mezza Italia a poche ore dalla pesca: “In base agli ordini, tiriamo su i pesci all’alba e li spediamo con il corriere – racconta Achille – Non surgeliamo nulla: spediamo il pesce con il ghiaccio gel, che ne garantisce la freschezza durante il viaggio”.
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Il pesce di laguna, biologico certificato e Made in Cavallino Treporti, raggiunge le montagne, le città lombarde e le regioni del Centro Italia. Difficilmente, per comprensibili motivi, viene spedito più a Sud di Roma. “Naturalmente, facciamo anche vendita diretta ai ristoratori locali e ai privati – continua Achille – Ma il grosso lo vendiamo on line“.

La tecnologia, l’ingegno e le idee, insomma, servono non solo a innovare e progredire, ma anche a mantenere e non rovinare l’atmosfera e la vocazione originaria di un luogo. Senza un’attività 2.0, nel 2015, la valle di Achille difficilmente godrebbe di così buona salute, e la pescheria on line è solo una delle idee imprenditoriali che oggi ne assicurano la sostenibilità. La seconda è l’attività di Bed & Breakfast di lusso che Achille e Fiorella portano avanti nel vecchio casone di pescatori, restaurato e modernissimo, con tanto di piscina con acqua di laguna in giardino.

Storiedichi_Valle_Sacchetta_Venezia_12E la terza? “Essendo stata certificata come ‘Impresa a impatto zero’*, grazie alle numerose piante acquatiche che assorbono la Co2 e al meccanismo naturale dell’acqua salmastra, che stocca il gas nel fondale – spiega Achille Scarpa – dallo scorso anno Valle Sacchetta ha avviato un progetto di compensazione di crediti di Co2, a cui possono aderire sia i privati, sia le aziende“.
In sostanza, le aziende che aderiscono al protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di gas serra, possono, in base a requisiti e parametri stabiliti dal protocollo e da enti certificatori qualificati, acquistare i crediti di C02 di Valle Sacchetta per abbattere la portata del proprio impatto sull’ambiente. I privati, invece, possono decidere di acquistare crediti per sostenere il progetto e assicurarne la durabilità.

Dietro il cancello di Valle Sacchetta si respira aria pulita e si attende l’arrivo del tramonto come l’inizio di uno spettacolo. È lo spettacolo della vita di una volta, della vegetazione che non si stanca di cambiare colore, della fauna che ricorda i ritmi dei suoi cicli vitali, dell’acqua che riflette ogni giorno la bellezza inafferrabile del cielo.

Lucio, il papà di Achille, non riesce a non cantarne le lodi. Gli vengono fuori da sole.

Trovatemi un altro posto dove potete starvene tranquilli a godere di questa pace. Non parlatemi di città o di metropoli. In posti come questo si riconosce il valore delle stagioni, del lavoro all’aria aperta, di una vita contadina e lagunare sempre più rara.

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