“La liuteria insegna a capire quando l’artigianato diventa arte”

Casale di Scodosia – Roberto Montagna ha una doppia vita. Di giorno è un operaio metalmeccanico, di sera un liutaio. Metallo e legno sono due mondi opposti, richiedono due approcci diversi, due cervelli diversi.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_wm_06Il legno è un materiale vivo che arriva dalla natura e che l’uomo modella con le sue mani, conscio di quanto è vulnerabile al clima, agli sbalzi di temperatura e al passare del tempo. Il metallo, al contrario, risulta da un processo di fusione che è opera dell’uomo: una volta fuso, è un materiale più stabile e prevedibile.

Siamo a Casale di Scodosia, nella cosiddetta “Bassa Padovana”. Nel cortile di casa, Roberto Montagna ha tirato su una casetta di legno per avere un angolo tutto suo in cui costruire violini.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutatioLa radio è accesa, fuori c’è il gelo di un canonico inverno padano che ghiaccia i giardini e i campi coltivati.

Il legno è la mia passione, mi affascina e mi mette sempre alla prova”, dice il liutaio. Per costruire un violino, come in tutte le cose, è necessario imparare la tecnica: bisogna studiare i legni e conoscerne le proprietà, assemblare i vari elementi in modo molto preciso, applicarsi, provare e riprovare finché lo strumento che si impugna non riproduce il suono desiderato.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_wm_12“Ma è nel rendere un violino davvero unico e irriproducibile che si apre il campo infinito delle possibilità – mi spiega Roberto Montagna – Mi sento realizzato nella fase in cui so che la mia sensibilità, il mio gusto, il mio orecchio, la resina che mescolo con le mie mani farà la differenza”.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_wm_05Roberto parla del momento in cui un artigiano cammina come un funambolo lungo il filo dell’arte, cercando di stare in equilibrio, di arrivare a destinazione con il coraggio che ci vuole per distinguersi, per imprimere con orgoglio la propria firma su un’opera.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_wm_25“Il suono di un violino, anche se sono pochi i musicisti ad ammetterlo, cambia quasi di giorno in giorno, è normale. È la materia viva del legno a renderlo straordinariamente imprevedibile, come d’altronde lo sono l’arte e la musica”, dice Roberto.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaioRaccontando di come ha iniziato a realizzare violini nel piccolo laboratorio di casa sua, dice di essere sempre stato appassionato di musica: “Sono cresciuto con la musica, mio padre suonava in un gruppo, da piccolo andavo a lezione di flauto e i miei fratelli di violino”.

Volevo fare il conservatorio ma era molto costoso e avevo bisogno di un lavoro, così ho frequentato l’Ipsia, istituto tecnico a indirizzo meccanico, e nel frattempo ho imparato a suonare la chitarra da autodidatta.”
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_29Roberto Montagna ha iniziato a lavorare appena finite le scuole superiori ed è stato suo suocero a dargli la possibilità di costruire il suo primo strumento musicale.

Casale di Scodosia, con una cinquantina di altri comuni delle province di Verona, Padova e Rovigo, fa parte del distretto del mobile classico della pianura veneta ed è per questo una terra a forte vocazione artigiana, con tante piccole imprese specializzate nella produzione di arredi.

“Il padre di mia moglie è titolare di un’azienda artigiana del legno e anche se fare mobili è un’altra cosa, è stato lui, diversi anni fa, a darmi le dritte per costruire il mio primo strumento: una chitarra.” “Ero contento, anzi felice, di averla realizzata ma sentivo che c’era dell’altro, che dovevo imparare ancora molto”.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_wm_03E così ha iniziato a guardare su internet, a cercare suggerimenti di liutai e informazioni sul mestiere. “I violini mi piacevano da morire e sul web ho conosciuto il lavoro del maestro fiorentino Fabio Chiari. Ci eravamo scritti per e-mail, un giorno mi sono deciso ad andare a trovarlo alla fiera del violino di Cremona.”

Per due volte Chiari gli ha chiesto di andare a bottega da lui, per due volte Roberto gli ha fatto presente quanto fosse difficile, per un operaio impiegato a tempo pieno in fabbrica, sposato e con una bambina, mollare tutto per un apprendistato da artigiano.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_wm_19“Eppure mentre lavoravo nel mio laboratorio, da solo e con tante domande nella testa, mi veniva spesso in mente il maestro – racconta oggi il liutaio di Casale – A un certo punto mi sono buttato e ho iniziato ad andare da lui nei fine settimana e durante un breve periodo di cassa integrazione, dal 2009 al 2012″.

La prima cosa che Chiari ha chiesto a Roberto è stata: “Vuoi imparare per fare l’hobbista o il professionista?”. E la sua risposta è stata: “Vorrei fare il liutaio di mestiere ma sono troppo ignorante per pensare di farcela”.

Eppure: il primo violino che ha fatto è stato venduto subito e da quel momento la sua attività continua.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_wm_22Sugli scaffali del suo laboratorio ci sono barattoli di resine, pennelli, matite, gomme, disegni e tavole di legno massiccio.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_29.jpg Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_wm_34.jpg Storiedichi_watermark_2016.jpg“Per la cassa armonica, il fondo, le fasce e il manico uso l’acero campestre, per il piano armonico l’abete rosso maschio della Val di Fiemme”.

“Si chiama maschio perché in passato, quando venivano tagliati gli alberi, li facevano rotolare in pendenza per sentire quali ‘suonavano’. Il tronco “maschio” era quello che emetteva un suono baritonale e che quindi andava bene per gli strumenti musicali”.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_wm_11Il primo segreto per realizzare uno strumento di qualità è proprio la scelta del legno: “Nella foresta ho imparato a riconoscere i tronchi che suonano, è molto affascinante e tutti possono imparare.”

Il secondo è produrre in casa le vernici con le resine: “Questo è un aspetto che amo molto del mio lavoro, mi sento un po’ un alchimista, mi arricchisce enormemente studiare ed elaborare le composizioni giuste”.
Storiedichi_Roberto_Montagna_liutaio_wm_21In questo periodo, Roberto Montagna e sua moglie Erika, storica dell’arte, stanno studiando gli strumenti medievali per poterli ricostruire: “È uno studio che stiamo portando avanti insieme e che ci coinvolge molto”, dice il liutaio.

“La ricerca è fondamentale per non ridurre mai questa attività a qualcosa di meccanico. Il mestiere di liutaio è pieno di delusioni, quando sono piccole sai che le grandi devono ancora arrivare”.

Ma come in altri ambiti della vita vanno superate con costanza, perseveranza e fiducia in se stessi.

Come dice Agassi, se non ti alleni non meriti di vincere.

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