La vita lenta? È il miglior privilegio

Storiedichi_Vivere_a_VeneziaVenezia – Steven Varni ha deciso di vivere a Venezia. È italiano al cento per cento: la mamma è siciliana, il papà è genovese. Ma è nato in California, ha vissuto a New York e sta ancora imparando a masticare la nostra lingua. Cosa ci fa un americano a Venezia, nell’isola di Sant’Elena? Vive nella città che ha scelto, che ritiene la migliore al mondo, e che apprezza ogni giorno pur mettendo sul piatto, da vero veneziano, tutti i suoi problemi.

Steven è uno scrittore e blogger statunitense, tre anni fa ha preso la moglie Jennifer e figlio Sandro e se li è portati a Venezia, la città che aveva vistato negli anni Ottanta, da ragazzino, e negli anni novanta da studente.

Perché vivere a Venezia? “Perché non ci sono le macchine; perché mio figlio può giocare sicuro nei campi con i suoi amici e nel parco giochi di Sant’Elena; perché tutto attorno c’è la laguna e se sali su una barca ti senti bene”, risponde Varni. “Sono tutte cose che negli Stati Uniti, e specialmente a New York, non puoi neanche lontanamente immaginare. Per le strade di Manhattan non ti sogneresti mai di lasciare tuo figlio camminare da solo: è troppo pericoloso”.

Sandro, il figlio di Steven e Jennifer ha cinque anni, tutte le mattine i suoi genitori lo accompagnano in battello da Sant’Elena a Sant’Alvise, dove c’è l’asilo, e pur essendo italo-americano si comporta da veneziano. “Se gli presenti davanti un hamburger e un’insalata di piovra”, racconta Steven, “sicuramente sceglie la piovra: mio figlio è un veneziano doc, lo si vede da quello che mangia”. E da quello che sogna di fare da grande: “Dice di voler guidare un mototopo, e spero che questo suo desiderio continui a lungo: a 18 anni vorrei che si comprasse la barca, magari risparmiando un po’ di soldi insegnando l’inglese”. Mentre il piccolo Sandro cresce, Steven e Jennifer imparano ogni giorno qualcosa di nuovo della città in cui hanno scelto di vivere: lui sta scrivendo il suo secondo romanzo, lei insegna inglese e fa traduzioni e il loro appartamento di Brooklyn è stato affittato a tempo indeterminato.
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La storia di Steven Varni e della sua famiglia  si riassume in un “mollo tutto e vado via”, che più passa il tempo e più sembra convincerli. “Essendo figlio di genitori italiani, ma avendo sempre vissuto negli States, ho avuto sempre la voglia di conoscere questo Paese”, racconta Steven. “A New York ho lavorato per diversi anni come manager di alcune librerie indipendenti ma quando ho avvertito i primi sintomi della crisi dell’editoria, ho deciso di fare una scelta radicale”. “Già prima che Sandro nascesse avevo preso informazioni su come trasferirmi qui e quando ha compiuto due anni, siamo partiti per il Piemonte con l’organizzazione “World wide opportunity on organic farms” e abbiamo lavorato per tre mesi in un vigneto”, continua. “È stata un’esperienza fantastica e dopo un po’ di andirivieni fra Venezia e New York abbiamo deciso di vivere a Venezia”.