“Lo yoga mi ha salvato la vita e da allora lo racconto”
Abano Terme – Si può cominciare col chiedersi “perché”. Perché camminare con gli auricolari, perché viaggiare in treno con la schiena ricurva sul cellulare, perché correre sempre a destra e sinistra. Rispondere è difficile. C’è crisi, non ci sono soldi e c’è da lavorare, con la fortuna e l’aggravante che internet, pc e schermi confondono spesso il lavoro con il passatempo.
Il maestro Amadio Bianchi, fra i massimi esperti di yoga, filosofia indù e medicina ayurveda in Italia, passa direttamente alle cinque regole che aiutano a stare meglio. Sono gratis e non mandano in paranoia: “Addormentatevi con un pensiero positivo, svegliatevi dedicando un ringraziamento a chi volete, a Dio se siete religiosi, oppure alla natura. Appena svegli, iniziate la giornata bevendo due bicchieri d’acqua cotta”. Senza limone, senza niente. Acqua e basta. “Il corpo ha bisogno di una doccia interna”, spiega il maestro nella tenuta arancione da “swami”. Poi passa alla quarta regola: “Bevete solo lontano dai pasti e lasciate perdere la massima dei quattro litri al giorno: fanno male”. La quinta è un po’ quella della nonna: “Masticate tanto e bene”.
In ogni sua parola c’è la serenità con cui un uomo di 71 anni racconta di essersi salvato con lo yoga, la ginnastica dolce del pensiero che aiuta a capire la vita un po’ alla volta, respirando a fondo e imparando ad affrontare i cicloni come fossero giornate di sole. È stato lo yoga a guarire Amadio Bianchi dall’avanzare della leucemia, che ha iniziato a minacciare la sua esistenza quando aveva vent’anni.
“Il mio fegato era impregnato di rabbia repressa, ma all’epoca non sapevo che i sentimenti negativi sedimentassero nei nostri organi – racconta ancora Amadio Bianchi – Invece è così: la paura affligge i reni, la tristezza i polmoni, la rabbia il fegato. Io ero pieno di rabbia e l’ho spazzata via imparando a respirare”. Il maestro Amadio Bianchi deve il suo amore salvifico per la disciplina a “Sport e Yoga”, il libro semplice e miracoloso di Selvarajan Yesudian, che portò lo yoga in Europa negli anni Settanta. “È grazie a questa ‘Bibbia’ che ho scoperto il significato della parola yoga, cioè l’unione fra la costituzione fisica e quella non fisica. È lì che si è aperto il mondo che tuttora racconto”. “Quel libro mi ha salvato, c’è tutto quello che si deve sapere sul funzionamento del corpo umano, la macchina meravigliosa di cui troppo spesso ci dimentichiamo”.
Chi di solito si rivolge ad Amadio Bianchi, è deciso a stare meglio. Ci vanno donne e uomini in carriera, persone depresse o stressate. E se è vero che yoga, benessere, medicina orientale e alimentazione sana sono un po’ una moda di questi tempi, è anche vero che lo stile di vita degli esseri umani è molto cambiato dal dopoguerra in poi. Siamo tristi, ci separiamo, ci ammazziamo. Perché? “Perché perdiamo il controllo su noi stessi – risponde Amadio Bianchi – La cultura capitalistica ci ha abituato a far dipendere la nostra felicità dalle cose materiali, ma oggi non ci sono soldi e soddisfare questi desideri è difficile”.
“Ho 71 anni, ho visto gli ideali del dopoguerra frantumarsi. Oggi non abbiamo modelli di vita ai quali appigliarci: ci siamo solo noi, con le nostre gambe, i nostri occhi, la nostra mente”, continua. “Solo con la conoscenza di noi stessi possiamo salvarci e stravolgere la nostra scala dei valori, mettendo in alto le nostre priorità”. La scala di Amadio Bianchi mette al primo posto la salute, al secondo la gioia di vivere – da cui il titolo del suo ultimo libro – e la famiglia al terzo. “La salute è tutto, e basta solo un po’ di amor proprio per prendersene cura: è questo il nostro passaporto per la felicità. Bisogna conoscersi, capire qual è l’alimentazione adatta a ognuno di noi, respirare e fare mezz’ora di yoga al giorno”.
Meglio vegetariani o vegani? “Io divento vegano solo quando scrivo, perché la carne mi fa venire sonno. Ma le regole non sono le stesse per tutti: ognuno deve pensare per sé, capire cosa gli fa bene e mangiare tutto con moderazione”.