Il servizio fotografico per questo articolo è stato realizzato da Vincenzo Capobianco

In bicicletta per scoprire l’anima di un territorio

Langhe in bicicletta PiemonteAndar per Langhe” è un’espressione tipica di chi ama il Piemonte e il suo entroterra. Significa passeggiare lentamente fino a perdersi nelle sue dolci colline.

E quale mezzo migliore della bicicletta per farlo? Lo abbiamo provato in un soleggiato weekend di maggio con l’aiuto dell’applicazione gratuita BikeSquare, che offre la possibilità di noleggiare bici elettriche a pedalata assistita (anche per i più pigri o meno allenati) e scegliere il proprio itinerario. L’applicazione vi guida e vi segnala le cose più interessanti da vedere, i posti in cui fermarvi per il pranzo o per dormire. Voi pedalate al ritmo che preferite e decidete le vostre tappe.
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In Piemonte, noi abbiamo scelto il percorso E23 Imag-e Tour 2018, 38 km nella zona della Bassa Langa.

1// Al b&b Cascina Baresane per prendere le bici

Langhe-in-bici-Piemonte_03Prendiamo le bici in uno  dei punti di noleggio Cascina Baresane, in località Santa Rosalia, a 2 km dal centro di Alba, un b&b molto accogliente a gestione familiare, situato in una casa settecentesca ristrutturata, con un ampio giardino che offre una vista a 360° su vigneti, castelli e sul profilo imponente del Monviso. La curiosità: la colazione è servita nella cappella di proprietà, tra nicchie con statue di santi e piatti colorati alle pareti.
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2// Sosta al Castello di Grinzane Cavour

Dopo pochi chilometri arriviamo a Grinzane Cavour, famoso per il celebre castello che domina il paese da una collina. Oggi rappresenta un polo d’eccezione per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo del territorio, ospitando la prima Enoteca Regionale del Piemonte e il Museo delle Langhe, un museo etnografico sulla civiltà contadina.
Langhe-in-bici-Piemonte_10La storia inizia nel 1830,  quando Camillo Benso conte di Cavour, appena ventenne, viene mandato ad amministrare questa proprietà di famiglia. Conferisce una nuova impronta all’agricoltura locale: traccia canali, adotta sistemi razionali di coltivazione, fa piantare duecentomila viti e sperimenta nuove regole per la produzione del Barolo, come l’invecchiamento per 38 mesi, di cui almeno 18 in botte, che sono valide ancora oggi.

3// Barolo: il re dei vini, il vino dei re

Per approfondire la conoscenza di questo prodotto d’eccellenza, si può pedalare per raggiungere il luogo di nascita vero e proprio del vino-simbolo del Piemonte: il comune di Barolo. Parcheggiamo le bici, passeggiamo per il centro e ci fermiamo alla Cantina Marchesi di Barolo per una visita con degustazione e un po’ di storia.Langhe-in-bici-Piemonte_08

Langhe-in-bici-Piemonte_08Qui scopriamo che dietro la fama di questo vino c’è una donna: Juliette Colbert di Maulévrier, pronipote del famoso ministro delle finanze del Re Sole, che all’inizio dell’Ottocento sposa Carlo Tancredi Falletti Marchese di Barolo e si trasferisce in Piemonte. Subito intuisce le grandi potenzialità del vitigno Nebbiolo, che rivela tutte le sue qualità solo dopo una completa fermentazione e un prolungato affinamento in legno. Così nasce il vino Barolo, che, secondo l’usanza francese, prende il nome della località in cui viene prodotto.

Nel 1864, con la morte di Juliette, la prestigiosa dinastia dei Falletti si estingue: per perpetuarne il ricordo e l’attività benefica, viene creata, per volontà della Marchesa, l’Opera Pia Barolo nel bellissimo Palazzo Barolo, a Torino.

Nel 1929 Pietro Abbona, avo degli attuali proprietari, acquista le antiche cantine dei Marchesi di Barolo e si dedica con così tanta passione alla promozione del vino della sua terra, da essere ricordato come un patriarca del Barolo nel mondo. Oggi la famiglia Abbona continua l’opera iniziata più di due secoli fa: tramandare un importante patrimonio di vigne, cantine e conoscenze attraverso la produzione di vini di alta qualità.

Al centro del paese spicca l’imponente Castello di Barolo, di costruzione medievale, dal 2010 sede di WiMu (Wine Museum), un innovativo museo che propone un viaggio interattivo ed emozionale attraverso la cultura e la tradizione del vino, prodotto culturale capace di plasmare popoli e territori.

Langhe-in-bici-Piemonte_11Nei locali di un’antica cantina accanto al Castello, troviamo il Museo dei Cavatappi, una collezione originale e divertente di 500 esemplari di cavatappi antichi provenienti da tutto il mondo e realizzati a partire dalla seconda metà del 1600, accompagnati dal racconto sulla nascita ed evoluzione di questo utensile semplice, ma ricco di storia e curiosità.

4// La Morra, il cedro del Libano e la panchina rossa

Riprendiamo le nostre bici e raggiungiamo La Morra, dove, in frazione Annunziata, non possiamo non notare un maestoso cedro del Libano che svetta in cima a una collina in mezzo ai vigneti. La tentazione di ammirarlo da vicino è forte e si dice che baciarsi sotto il monumentale albero porti fortuna, ma dovete essere coraggiosi (e innamorati!) e ignorare il divieto d’accesso all’inizio della stradina.

Un’altra attrazione insolita è la Grande Panchina rossa, l’installazione fuori scala di una panchina su cui arrampicarsi per ammirare il paesaggio. Fa parte del Big Bench Community Project (BBCP), un’iniziativa no profit del designer americano Chris Bangle e di sua moglie Catherine, cittadini delle Langhe da più di dieci anni, per sostenere le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane dei paesi in cui si trovano queste opere ‘social’. Perché…

“Sedersi su una panchina è un gesto sociale piacevole, non è una sedia o una poltrona, c’è spazio per gli amici, va condivisa!”

A pochi chilometri, tra i vigneti di Brunate, si staglia come una visione coloratissima la cosiddetta Cappella del Barolo. Costruita nel 1914 come riparo per i contadini, ma mai consacrata, ridotta a rudere, dopo anni di abbandono, nel 1999, gli artisti Sol LeWitt e David Tremlett le danno nuova vita con una decorazione parietale vivace e giocosa, su commissione dei proprietari, la famiglia Ceretto.

5// Apertivo al Castello di Verduno

Il nostro tour nelle Langhe si conclude a Verduno, un altro centro storico di produzione del Barolo. È un caratteristico borgo di case in pietra arroccato su un poggio, sviluppato attorno al Castello, presenza costante nella vita delle comunità di questi luoghi.
Langhe-in-bici-Piemonte_06Nell’Ottocento il re Carlo Alberto di Savoia costruisce qui una cantina per la produzione del Barolo, guidato dal celebre enologo Staglieno. All’inizio del ‘900 la famiglia Burlotti acquista proprietà e vigneti, e poi, dagli anni ’50, riattivano le cantine e convertono parte del Castello in prestigioso albergo. Oggi l’attività di famiglia si è ampliata e consolidata in una realtà di accoglienza diffusa che comprende albergo, ristorante, cantina e agriturismo. È il luogo ideale per prendere un aperitivo e godere delle luci del tramonto.

Ma per chi ama la bellezza del paesaggio, il punto panoramico più alto è il Belvedere, una grande terrazza verde circondata da alberi dove possiamo ammirare una vista spettacolare sulle Langhe, fino ad Alba, dove dal 6 ottobre al 25 novembre si tiene la fiera internazionale del tartufo bianco.
Langhe-in-bici-Piemonte_02Riportiamo le nostre bici alla Cascina Baresane e torniamo a casa. Rimane la voglia di tornare presto a esplorare questi territori meravigliosi, che dal 2014 sono Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per l’indissolubile legame fra uomo e paesaggio. Alcuni dicono che la bellezza delle Langhe sia struggente ed è vero, perché lo spirito dei luoghi si fonde con l’anima delle persone; un’anima antica, ma ancora ruvida, fatta di fatica e sacrifici, di povertà ed emigrazione, di resistenza e fatalismo, raccontata così bene da Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, due dei più grandi scrittori italiani del ‘900 cresciuti su queste colline.
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