Un’annata generosa per gli amanti del fungo che si cerca di notte e che richiama un turismo curioso e consapevole

Il servizio fotografico per questo articolo è stato realizzato da Vincenzo Capobianco
Tartufo bianco d'AlbaAlba – Anche noi abbiamo avuto il piacere di visitare la Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba e siamo stati molto fortunati perché l’88a edizione è stata particolarmente generosa. Per chi ama il profumo e il sapore del Tuber Magnatum Pico, è importante sapere che la stagione si chiude ufficialmente il 31 gennaio 2019 e, quindi, ogni momento è buono per trascorrere un weekend tutto italiano nelle Langhe.

Nelle prossime settimane vi faremo conoscere le storie che abbiamo “scovato”, prendendo esempio dagli infaticabili cercatori di tartufi, i “trifulau“, e dai loro fedeli nasi a quattro zampe.

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Il cane da tartufo più anziano ed esperto del trifulau Carlo Marenda

Una panoramica sull’88ma Fiera del Tartufo Bianco d’Alba

A visitare l’edizione appena conclusa – intitolata “Tra terra e luna” per rendere omaggio al satellite della terra, che accompagna la “cerca” – sono arrivati bongustai da ogni parte del mondo, in particolare dal Nord Europa, Germania, Svizzera, Francia, ma anche da Stati Uniti, Brasile, Australia e Far East asiatico, in particolare Hong Kong e Singapore.
Tartufo bianco d'Alba 2L’annata, eccellente sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, è stata vissuta intensamente al Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, la più grande esposizione internazionale di tartufi provenienti dalle colline piemontesi di Langhe, Roero e Monferrato.

In totale sono stati venduti circa 700kg di tartufo e ogni singolo prodotto, prima di essere esposto, è stato controllato dalla “Commissione Qualità”, a disposizione dei clienti per tutta la durata della Fiera a garanzia di qualità e sicurezza negli acquisti.

Parte del ricavato per la tutela delle tartufaie e per progetti sociali

Per tutelare e ripristinare le tartufaie naturali, parte del ricavato degli appuntamenti dedicati alle analisi sensoriali del tartufo è stato devoluto, insieme al Centro Nazionale Studi Tartufo, al recupero ambientale delle aree tartufigene. Per la stessa causa sono stati devoluti gli incassi delle Ultimate Truffle Dinner, in cui gli chef stellati Michelangelo Mammoliti, Maurilio Garola e Davide Palluda hanno proposto  inconsueti abbinamenti del Tartufo Bianco d’Alba con elementi unici della cucina internazionale.

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Una “collezione” di tartufi pronti per essere spediti in tutto il mondo dalla storica azienda “Tartufi Morra” di Alba

Anche il ricavato complessivo dell’asta, 393.900 euro tra Grinzane Cavour, Hong Kong e Matera, è stato devoluto a progetti sociali.
Tartufo bianco d'Alba 4I proventi realizzati a Hong Kong sono stati donati all’Istituto Mother’s Choice per i bimbi orfani e le giovani mamme in difficoltà; a Matera sono stati devoluti alla Onlus “Con Cuore Impavido”,  mentre parte del ricavato realizzato al Castello di Grinzane Cavour sarà destinato alla Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra Onlus.

Il lotto finale – splendido esemplare del peso complessivo di 880 grammi – è stato conquistato per la cifra di85mila euro da un giovane imprenditore di Hong Kong, dopo un’agguerrita contesa in diretta con le Langhe e la Basilicata.

“Come cambia il turista”, secondo Mauro Carbone, direttore dell’Ente Turismo

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Mauro Carbone, direttore dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero

“La Fiera del tartufo bianco d’Alba non è una meta di turismo elitario, ma di turismo consapevole”, ci ha raccontato Mauro Carbone, direttore dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero.

“Non possiamo definirlo un turismo low cost, ma certamente curioso di scoprire cosa sta dietro al consumo di tartufo, quindi come e quando si cerca, quali sono le caratteristiche che lo rendono unico, come lo si può esaltare nella gastronomia”. Secondo il profilo tracciato da Mauro Carbone, chi ama il tartufo ama anche prendersi il tempo per studiare, documentarsi, scoprire il mondo che ruota attorno al fungo che da sempre è associato ad ambienti di lusso e ricchezza.

“Chi viene qui per la Fiera viene per vivere un’esperienza tutta italiana, fatta di buon vino, buona cucina e bellissimi passaggi, come quelli delle Langhe in autunno”, ha aggiunto il direttore dell’Ente Turismo.

Il connubio fra gastronomia e cultura

Nel corso della Fiera del Tuber magnatum Pico oltre 100mila persone hanno partecipato ai 35 showcooking, veri e propri show di alta cucina organizzati grazie ai gemellaggi con Liguria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, ma anche le incursioni di Pantelleria, Lago di Garda, Chieri e delle Creative Cities Unesco hanno celebrato l’Anno del Cibo Italiano proprio nel cuore della Fiera.

Noi abbiamo partecipato allo showcooking del 24 novembre con Francesco Massenz, chef del ristorante stellato “Agli Amici” di Godia (Udine).

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Francesco Massenz, chef del ristorante stellato “Agli Amici” di Godia (Udine)

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Una specialità del Ristorante “Agli Amici” di Godia (Udine) servita alla Fiera: uno gnocco di patate con ripieno di susina.

Come per le passate edizione, il connubio fra alta gastronomia e cultura è stato molto apprezzato dal pubblico: in parallelo alle proposte gastronomiche sono state grandi mostre, che spaziano dal contemporaneo all’arte moderna a progetti di design, ma anche concerti e appuntamenti letterari hanno arricchito la manifestazione.

A questo proposito, ricordiamo che prosegue fino al 25 febbraio la mostra alla Fondazione Ferrero “Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen” a cura di Marco Vallora. Nella grande colletiva si possono ammirare celebri opere di Magritte, Dalí, Max Ernst, per citarne alcuni, presentate in progressione cronologica e tematica.

Fino al 30 giugno, invece, gli appassionati di arte antica e archeologia possono visitare la mostra “Alba. Nuove luci sul passato” organizzata in due tappe, una al Museo Diocesano e una al Museo civico “Federico Eusebio”. L’esposizione è un’occasione per aggiornare le conoscenze sulle fasi di vita più antiche di Alba.

La magica “Storia di Nina” di Valerio Berruti

Più di 50mila persone si sono lasciate incantare dall’onirica mostra “La storia di Nina” di Valerio Berruti, allestita nella Chiesa di San Domenico a cura di Arturo Galansino. Una grande giostra, scolpita dall’artista albese in ogni dettaglio, ha girato senza sosta per otto ore al giorno al centro della navata, seguendo le note della colonna sonora realizzata per l’installazione da Ludovico Einaudi.

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Valerio Berruti di fronte alla sua opera “La storia di Nina” nella Chiesa di San Domenico ad Alba

Storiedichi_La_storia_di_Nina_BerrutiIl grande compositore è stato protagonista assieme all’artista e al curatore di uno straordinario finissage, dialogando sul progetto che li vede lavorare in sinergia e interpretando la traccia scritta per il corto di animazione di Valerio Berruti, realizzato mettendo in sequenza circa 3000 disegni.

Il Tartufo dell’Anno al compositore Ludovico Einaudi

Per l’occasione la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, insieme al Comune di Alba, ha consegnato a Ludovico Einaudi “Il Tartufo dell’Anno” – regalato dalla Tartufi Morra di Alba – ovvero il migliore esemplare di Tartufo Bianco d’Alba che ogni anno, seguendo l’illuminata tradizione di Giacomo Morra, viene regalato a una personalità del panorama internazionale.

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Ludovico Einaudi, al pianoforte, suona alcuni pezzi della colonna sonora de “La Storia di Nina”

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Il Tartufo dell’Anno consegnato da Tartufi Morra a Ludovico Einaudi

Nel nostro weekend albese abbiamo avuto il privilegio di entrare nel “caveau” della Tartufi Morra: l’azienda storica è stata fondata nel 1930 da Giacomo Morra, a cui si deve la diffusione in tutto il mondo del tartufo bianco e l’ideazione della Fiera.

Genio del marketing, Morra, durante la Fiera, regalava ogni anno il tartufo più grosso ai personaggi famosi del tempo: Marylin Monroe, Winston Churchill, Hitckoch…Oggi l’azienda è gestita dai fratelli Bonino che, assieme al loro staff, esaltano e promuovono il valore del marchio storico nel rispetto del passato e dell’etica professionale.

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Alessandro Bonino e Giovanni Barile, l’esperto tartufaio dell’azienda Morra