Miniere d’oro, banche, chiese, bordelli e saloon: la città fantasma diventata patrimonio nazionale
Bodie (California) – È la storia a insegnare che tutto è passeggero. Lo siamo noi, lo sono le case in cui abitiamo e le città, che negli anni cambiano aspetto e funzioni. Cosa resterà, fra cento anni, del mondo in cui abbiamo vissuto, delle vie che percorriamo tutti i giorni e dei giardini in cui amiamo fermarci? Non lo sappiamo.
In Italia e nel mondo sono molte i luoghi che chiamiamo “fantasma” perché, un tempo, erano vissuti e frequentati e oggi non sono che un ammasso di edifici dimenticati e abbandonati all’incuria.
A questo proposito vi invitiamo a rileggere il nostro post sui luoghi dell’abbandono in Italia.
Viaggio a Bodie, città fantasma del Far West
Bodie si trova nella contea di Mono, in California, a levante della catena montuosa della Sierra Nevada e a una cinquantina di chilometri da Mono Lake.
È una città fantasma, ferma e disabitata dagli anni Quaranta.
A differenza di tanti altri luoghi dimenticati, non è stata abbandonata al suo destino ma eletta a luogo di interesse storico nazionale dal dipartimento dell’Interno degli Stati Uniti. Nel 1962 ha ottenuto lo status di parco storico ed è attualmente amministrata dai Parchi di Stato della California.

La storia di Bodie, dalla ricchezza al declino
Il sito www.bodie.com – dove si trovano tutte le informazioni per organizzare il proprio viaggio a Bodie – definisce questa città “congelata nel tempo” (“A town frozen in time in a state of arrested decay”), perché i tetti delle case, le finestre e le fondazioni sono state messe in sicurezza e stabilizzate, pur non essendo state restaurate.

Si narra che un cercatore d’oro di nome William Bodey, originario di Poughkeepsie – New York, la fondò come piccolo centro minerario a metà dell’Ottocento – seguendo l’onda della corsa all’oro in California (1849) – ma morì nel 1859 sorpreso da una bufera di neve dopo essere stato nella vicina Monoville per approvvigionamenti.
Le sue ossa furono ritrovate solo vent’anni dopo, nel 1879, e non si sa con certezza dove furono sepolte. Si sa che si trovano da qualche parte nella collinetta che domina il cimitero.

Mr Bodey morì dunque prima di vedere intitolata a lui la città, che prese il nome di “Bodie” e che per diversi anni si sviluppò attirando a sé molte persone.

Nel 1861 venne costruita la miniera e nel 1876 la Standard Company scoprì sul posto un giacimento di minerale grezzo contenente molto oro. La voce si sparse rapidamente e il “boom” di Bodie iniziò. La città arrivò a ospitare fra le settemila e le ottomila persone; fra il 1877 e il 1881 erano in attività trenta miniere e nove presse.
I lingotti d’oro sfornati dalle presse venivano trasportati per via fluviale a Carson City e spediti via ferrovia alla zecca di San Franciso.

La vecchia scuola, la chiesa, le banche, i bordelli, i saloon, i negozi, il cimitero. Tutto ciò che è stato mantenuto, di questa città del Far West, si può visitare seguendo la mappa originale e scoprendo tracce di antica quotidianità attraverso le finestre.

Si conta che al massimo del suo sviluppo a Bodie c’erano 65 fra saloon, casinò e fumerie di oppio, spesso crocevia di gangster e prostitute, ladri e banditi. C’era anche un quartiere cinese con un tempio taoista e, come in altre città minerarie, non mancava il quartiere a luci rosse.


Soldi, alcol, eccessi: il declino della città
Il fermento della corsa all’oro, il mix di soldi, oro e alcol, come si può immaginare, si rivelò pericoloso per molte persone. I quotidiani dell’epoca riportano che la gente del posto era solita chiedersi: “Have a man for breakfast?” (“È stato ucciso qualcuno ieri notte?”).
La quantità di oro presente a Bodie, tuttavia, non era generosa come inizialmente ci si aspettava. L’attività delle miniere continuò fino al 1942 ma già dagli inizi del Novecento la popolazione cominciò a diminuire.
Di giorno in giorno le case, i negozi e i saloon si svuotarono e fu l’ultimo sindaco della città, James S. Cain (sotto la foto della sua casa), ad assumere dei custodi che vegliassero sugli edifici abbandonati per proteggerli dai ladri e dai vandali.


Un museo nell’ex sede del sindacato
Gli edifici visitabili di Bodie sono oggi un centinaio, circa il cinque per cento di quelli che in passato costituivano l’intera città. Gli interni delle abitazioni sono rimasti così come li hanno lasciati le persone che abitavano a Bodie, polvere e disordine compresi.
Al centro, dove un tempo c’era la Miners Union Hall – luogo d’incontro dei sindacati dei lavoratori e centro ricreativo – oggi si trova il museo, dove sono esposte fotografie in bianco e nero che ritraggono alcuni abitanti di Bodie.
Sono esposti anche documenti originali, fogli di giornale ingialliti dal tempo, scarpe, vestiti, stoviglie e accessori perfettamente conservati per invogliare i visitatori a immergersi nell’atmosfera pioneristica di fine Ottocento.
Da luogo abbandonato a Parco nazionale: un buon esempio di conservazione
Nel 1962 Bodie è entrata a far parte dei Parchi di Stato della California; passeggiando per le sue vie, entrando nelle case in cui l’accesso è consentito e guardando attraverso le finestre polverose si attraversano i vari periodi storici in cui la città è stata abitata.
Si vedono case costruite nel 1870, la chiesa metodista del 1882, pompe di benzina degli anni Venti e una scuola che rimase in attività fino al 1942. Alcuni edifici prendono il nome in base alle loro passate funzioni, altri dalle persone che hanno vissuto qui.
Bodie è l’esempio positivo di come un luogo abbandonato può diventare un patrimonio di storia e conoscenza conservando il suo aspetto originale. Abbiamo raccontato la sua storia perché pensiamo che molti luoghi dell’abbandono, in Italia e nel mondo, meritino di essere conosciuti, esplorati e salvati.
Informazioni utili per visitare Bodie
Il sito di riferimento per organizzare il viaggio è www.bodie.com
L’indirizzo della città fantasma è:
BODIE STATE HISTORIC PARK
P.O. Box 515
Bridgeport, CA 93517
Telefono: (760) 647-6445
Web: www.parks.ca.gov/bodie





