L’incontro fortunato, la nascita di un progetto internazionale e il sogno del primo hub dedicato alle eccellenze della Sicilia

La Sicilia è da sempre una terra generosa in bellezza e autenticità con una storia millenaria di grande spessore, una terra che, come uno scrigno, é riuscita a racchiudere in sé i frammenti delle civiltà che l’hanno dominata nel corso del tempo, forgiando il suo carattere forte.
Learning_SicilianQuesta ricchezza pervade anche la grande varietà dialettale del siciliano: la posizione privilegiata dell’isola, infatti, ha reso la Sicilia un territorio chiave per molte popolazioni di passaggio che hanno influenzato la lingua del popolo. Influenze provenienti dal greco, dal latino, dall’arabo, dal francese, dallo spagnolo, solo per citarne alcune.
Learing_Sicilian_01Learing_Sicilian_01La lingua siciliana è in uso da cinque milioni di parlanti, tuttavia l’Unesco la annovera tra le lingue a rischio.

Quando Eleonora Nicosia, insegnante di lingua francese in una scuola di Catania, durante alcune ore extra di insegnamento su Italki –  una piattaforma on line per imparare le lingue – ha iniziato a ricevere richieste da parte di studenti interessati all’apprendimento del siciliano è rimasta sorpresa. Eppure queste richieste si sono fatte sempre più numerose, ed Eleonora, prendendo in seria considerazione l’idea, ha aggiunto lezioni di siciliano a quelle delle lingue più “consuete” come il francese e il tedesco.
Il numero degli studenti interessati a imparare il siciliano ha iniziato a crescere, ed è stato soprattutto l’incontro con uno studente italo-australiano, Robert Garofalo, a segnare un momento importante.

L’incontro con Robert Garofalo e la nascita della web app per imparare il siciliano

Lo studente Robert Garofalo, molto appassionato di siciliano, ha proposto a Eleonora Nicosia un progetto per far sì che la lingua dei suoi nonni, non andasse perduta. I due hanno iniziato a parlarne, a distanza e in siciliano.
Learing_Sicilian_01Cassimity_Learning_SicilianAgli inizi del 2017 è nata l’idea di un sito per l’apprendimento del dialetto, Learn Sicilian, lanciato nel giugno dello stesso anno e basato sulla varietà parlata nell’area catanese, ma Robert Garofalo ha pensato subito a un progetto più ambizioso.

Ha trasformato il sito in un’applicazione web per l’apprendimento del siciliano che oggi rende pratico l’accesso da qualsiasi dispositivo. Lo ha fatto grazie all’aiuto dell’amico australiano Adrian Cassimity, sviluppatore di applicazioni e incaricato di gestire anche la parte marketing del progetto e, soprattutto, motivato da origini e legami affettivi con la Sicilia.

Il sogno di creare il primo hub dedicato alle eccellenze della Sicilia

Il progetto ha avuto un riscontro molto positivo, soprattutto fra gli stranieri con origini siciliane, e in questi mesi i fondatori di Learn Sicilian stanno lavorando per creare il primo hub al mondo che promuova le eccellenze dell’isola: si chiamerà Sicilian Hub Online e promuoverà eventi e contenuti che diffondono la bellezza, la storia, la cucina e le tradizioni della Sicilia in una sorta di enciclopedia interattiva.

I fondatori desiderano infatti creare una vera e propria community, assorbendo all’interno del progetto anche chi ha rapporti commerciali con la Sicilia o è interessato ad averli. È dunque un modo per crescere insieme, perché la passione è contagiosa.

“A muntagna” e i canzuni siciliani fra gli argomenti più sentiti e richiesti

Nel frattempo, la web app Learn Sicilian continua a interessare utenti internazionali (circa seimila). Oltre a dare gli strumenti per l’apprendimento della lingua, divulga notizie e contenuti interessanti sulla Sicilia attraverso il social Facebook, Instagram e il dominio dell’applicazione. Tra i fruitori ci sono appassionati che si collegano da Stati Uniti, Australia e Canada, paesi che hanno accolto la massiccia migrazione di siciliani durante le ondate migratorie del Novecento.
Learn SiclianSono spesso infatti proprio i discendenti di queste migrazioni a sentire forte questo legame, un legame che trova forza proprio nella lingua e nella cultura del territorio. Tra gli argomenti che interessano di più ci sono la cucina siciliana e “a muntagna“, l’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa, cosi chiamata affettuosamente dagli isolani.

A questi si aggiungono il culto della festa di Sant’Agata, patrona amatissima della città di Catania; il carnevale di Acireale con i suoi carri allegorici, uno dei più antichi dell’isola (una sua prima attestazione risale al XVI secolo), e l’Opera dei Pupi, il teatro delle marionette che narra delle vicende di Carlo Magno e dei suoi paladini che, proprio per il suo inestimabile valore, si annovera tra i patrimoni dell’Unesco.

Learning_Sicilian_06Learning_Sicilian_08Secondo l’esperienza di Eleonora, chi studia il siciliano prima o poi viene da turista, per vivere le meraviglie dell’isola e utilizzare la lingua appresa, “a lingua do cori“, come lei stessa la definisce. Proprio come con Fran Norris, sua allieva modello di siciliano e studiosa di lingue rare, in tour per ben un mese in Sicilia.
Ciò significa che in qualche modo noi tutti possiamo incentivare il turismo verso la nostra terra, un po’ come questi ragazzi che seguendo la propria passione hanno investito su un progetto che tocca ciascuno di noi, la nostra ricchezza, un dialetto pieno di storia e carattere, tanto che spesso è difficile rendere un’espressione dialettale carica di intensità in un’altra lingua o persino in italiano stesso.

Un’importanza talvolta sottovalutata o messa da parte e che andrebbe, al contrario, incentivata, tutelata, perché come diceva il poeta siciliano Ignazio Buttitta:

Un populu, diventa poviru e servu quannu ci arrubbanu a lingua addutata di patri: è persu pi sempri
(Un popolo diventa povero e servo quando gli rubano la lingua datagli dal padre: è perso per sempre).