Alla scoperta delle mini calamite vintage accompagnati dalla musica

Il servizio fotografico per questo articolo è stato realizzato da Marco Buemi.

Roma – Immaginate di camminare lungo le vie stranamente deserte di Roma, una finestra leggermente aperta in un palazzo antico, la brezza primaverile che muove le tende e sentite in lontananza una canzone italiana, di cui distinguete chiaramente le parole non appena vi avvicinate: “… Anna bello sguardo, Sguardo che ogni giorno perde qualcosa, Se chiude gli occhi lei lo sa, Stella di periferia… Marco grosse scarpe e poca carne…”

Storiedichi_liquirizie_Amarelli_06E’ quello che mi è sembrato di vivere realmente quando ho conosciuto il protagonista di questa storia, che ho intervistato per telefono in pieno lockdown in una Roma ancor più bella, silenziosa e surreale. In sottofondo c’era proprio la canzone “Anna e Marco” di Lucio Dalla.

“Questa canzone è molto importante perché 3 anni fa ho immaginato di riprodurre la storia dei due protagonisti all’interno di alcune calamite da frigo che stavo creando”, mi spiega Gianluca Spinella, 46 anni, detto Spinni, romano, laureato in architettura con l’animo e lo sguardo da artista poliedrico e visionario, che attualmente lavora come coordinatore di progetti per un’impresa edile.

Storiedichi_liquirizie_Amarelli_04L’ispirazione è arrivata dopo un viaggio a Lisbona dove, in un negozio, aveva notato delle scatole di sardine con gli azulejos sullo sfondo. Non appena tornato a Roma, Gianluca ha iniziato a riprodurre alcune storie all’interno delle iconiche scatolette in metallo di liquirizia Amarelli, azienda familiare di Rossano in Calabria, che produce e lavora questa pianta fin dal 1731, anno di fondazione del “concio”, una delle prime fabbriche di liquirizia in Italia.

Gianluca Spinella confessa di aver trovato la misura perfetta per rappresentare i suoi piccoli mondi proprio nelle famose scatolette di latta, da cui poi il nome Minispinni: “Le confezioni di metallo targate Amarelli sono minuscole, pesano 20 grammi e mi piace dire che in totale misurano 45 centimetri cubi. – ci spiega – La loro forma mi permette di raccontare “mini” storie fantastiche o reali, di amori appena nati o da salutare, di abbracci e di ritrovi, di donne e uomini che danzano baciati dalla luna, di bambini cullati dalla mamma, di bagnanti anni ‘30, di partenze per viaggi solitari o ritorni nella propria città”.

Note musicali e immagini poetiche vintage al sapore di liquirizia

Le mini calamite di Gianluca Spinella fanno sognare, riportano indietro nel tempo e raccontano spesso storie delicate e malinconiche che associa sempre a delle canzoni, tanto da aver creato un canale Spotify dedicato alle sue opere, che descrive così: “La playlist al sapore di liquirizia da ascoltare in quarantacinque centimetri cubici e ad una velocità media di crociera di circa centoventi bipiemme.”
Ti ritrovi con una scatoletta in mano e sai di avere una piccola opera d’arte: tutto è minuscolo e unisce collezionismo, poesia, colori e musica.

All’interno delle scatolette Amarelli, Gianluca crea dei “diorami”, cioè delle riproduzioni in scala di scene reali, o non, attraverso le miniature del modellismo ferroviario vintage, che compra online oppure in negozi per collezionisti. E ci spiega i vari passaggi della creazione delle sue calamite: “Tutto parte dalla mia testa, da qualche suggestione che ho durante la giornata, mentre ascolto una canzone, guardo un quadro, la copertina di un disco o di un libro. In realtà ci metto più tempo a pensarla che a realizzarla!”.

Spinni si dedica poi alle composizioni di immagini prese da giornali, pubblicità vintage, fotografie, street art, che stampa, ritaglia e incolla sullo sfondo di ogni calamita con la tecnica del decoupage o del collage. In base ai colori e alla storia che decide di raccontare sceglie le miniature, talvolta con piccoli oggetti in mano, e la musica da abbinare.

Un lavoro minuzioso e mai uguale e che, come ci dice Gianluca Spinella, nasce per emozionare e per il piacere di condividere i suoi “piccoli mondi poetici”.

“Minispinni” in vendita e in esposizione

Il nostro artista in questi anni ha creato oltre 250 calamite: alcune sono state vendute nei mercatini vintage della Capitale; altre in aste di beneficenza, come quella di Co[vi]design per aiutare gli ospedali coinvolti nell’emergenza Covid-19 e altre sono in vendita nel negozio RE(f)USE di Ilaria Venturini Fendi, dedicato agli oggetti di design realizzati con materiali di riuso. Alcune calamite sono esposte in una mostra permanente del Museo della Liquirizia dopo l’incontro con Margherita Amarelli, grazie a un’amica comune, sottolineando così l’attenzione dell’azienda per il mondo dell’arte, la sostenibilità e il riciclo.
Gianluca Spinella, poco prima di salutarci, ci anticipa che sta progettando una mostra in un posto davvero singolare che si sposa perfettamente con le sue “minispinni”, di cui ancora non possiamo svelare nulla.Storiedichi_liquirizie_Amarelli_01

Possiamo dirvi solo che, per avere informazioni, dovete seguire la sua pagina Instagram accompagnati dalle canzoni delle vostre “minispinni” preferite!