Dalla scoperta del mondo dei pipai alla creazione di oggetti unici nel laboratorio di casa

Ringraziamo il protagonista dell’articolo per il servizio fotografico, realizzato durante la quarantena per l’emergenza Covid-19.

Bassano del Grappa – “Stringeva fra i denti il cannello di una pipa. E il fumo come una ghirlanda gli cingeva il capo”. Questo è un pezzo tratto dalla poesia natalizia statunitense “A visit from St. Nicholas”, conosciuta come “La notte prima di Natale”, pubblicata per la prima volta nel 1823 in un giornale di New York. Negli anni la poesia è diventata una delle più lette al mondo: si racconta di Babbo Natale, rappresentato come un marinaio con il mantello verde e la pipa in bocca, che arriva a casa di alcuni bambini con la sua slitta e le renne nella notte tra il 24 e 25 dicembre.
Storiedichi_pipe_artigianali“Ho una passione per tutto ciò che ricorda il Natale, ho viaggiato molti paesi del Nord Europa alla scoperta delle sue tradizioni e quando ho letto la poesia mi sono innamorato di quella frase e ho iniziato a fantasticare anche sul mondo delle pipe”, ci racconta Andrea Bosio, 40 anni di Bassano del Grappa.

Da progettista meccanico a disegnatore di pipe artigianali

Storiedichi_pipe_artigianaliAndrea fa il progettista meccanico di macchine per il traino e ha un’esperienza di circa 20 anni nel disegno. Nel corso della sua carriera lavorativa ha disegnato penne di lusso, aerazioni industriali, cucine e forni a incasso, carrelli elevatori e sedie di design.
La matita di Andrea è sempre in movimento così come la sua curiosità.
“Tutto è iniziato con mio padre, per il quale ho disegnato carrelli elevatori di media e grossa portata. Non si tratta solo di calcoli matematici e fisici, vi è anche molta creatività ed è proprio l’unione di questi due aspetti apparentemente contrapposti che mi affascina di più”, racconta.
Un’unione che ha ritrovato quasi per caso in un oggetto antichissimo, feticcio di pittori e scrittori, che ci riporta nell’immaginario collettivo dei vecchi marinai che bazzicavano nei porti delle città: parliamo della pipa.

Andrea negli ultimi due anni si è dedicato al disegno di questi strumenti per il piacere di fumare, da solo o con gli amici.

“Mi sono avvicinato al mondo delle pipe insieme ai miei due più cari amici, Alessandro e Andrea, con i quali condivido anche la passione per la muay thai e gli sport da combattimento (Andrea insegna muay thay ai bambini e ha arbitrato più di 500 incontri, ndr).” “All’inizio avevamo il desiderio di imitare i nonni e i genitori che avevamo visto in molte fotografie, per cui abbiamo iniziato a fumare la pipa e a provare tutti i tipi di tabacco in commercio,” racconta.

Fin dalla prima “boccata” ha capito che voleva saperne di più, e ha iniziato a frequentare le serate organizzate dal circolo “Fumo Lento Alto Vicentino” per promuovere la cultura e la tradizione di questo mondo ozioso.

Pipe-artigianali_Storiedichi_06Durante una di queste serate, Diego Morlin, architetto appassionato di fotografia e di pipe, ha deciso di immortalare Andrea Bosio per il suo prossimo libro dedicato all’arte della pipa “La pipa – I migliori marchi italiani” (uscito il 27 giugno nella libreria Bassanese, ndr). E’ stato così che, grazie al suo “viso interessante”, Andrea è stato fotografato con una delle pipe più costose in Italia, la Becker Federico, realizzata in radica di erica.
Nel giro di poco tempo, l’appassionato di pipe ha iniziato a documentarsi su tutte le pipe e i tabacchi in commercio, partecipando anche a fiere di settore e per collezionisti. “Ogni pipa è differente – ci spiega – cambiano il ciocco di legno scelto per il corpo, e il materiale con cui è costruito il bocchino, di solito ebanite, acrilico e altri materiali. Mentre il sapore cambia in base alla stagionatura del legno e al tabacco: ce ne ne sono più di mille al mondo”.

La scelta dei legni migliori è molto importante

I legni per costruire una pipa sono duri: quello più utilizzato è la radica di erica, poi ci sono il limone, il ciliegio, l’ulivo, il frassino e la radica di corbezzolo, mentre le pipe più rare e costose sono estratte dalla schiuma marina e da una quercia fossile, detta morta, che si trova soprattutto in Nord Europa. Nei secoli scorsi sono state utilizzati anche altri materiali, meno costosi e più fragili: argilla, porcellana, metallo e pannocchia.

Quando ci si addentra nel mondo dei tabacchi la scelta è molto vasta: esistono miscele e tabacchi puri di una sola tipologia, anche i “tagli” sono differenti, pressati e non pressati. Tutti questi elementi, insieme alle lavorazioni dei mastri pipai, rendono ogni pipa unica nell’aroma, nella forma e nella fumata.
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La scoperta di questo mondo affascinante ha spinto Andrea Bosio a studiare nel dettaglio il processo per costruire una pipa e a misurare ogni singolo componente. E ha iniziato a disegnarle, e non ha più smesso.

“Sento subito il feeling con la pipa che creo”, spiega. “Disegno la forma con la matita, poi la riporto al computer e infine consegno il bozzetto all’artigiano che la costruisce. La prima pipa che ho disegnato e che mi sono fatto fare è stata quella per i miei 40 anni. Era ed è ancora perfetta nella fumata soprattutto. Finora ho realizzato quattro pipe e ne ho altre 30 disegnate pronte ad essere consegnate”.

La matita serve solo per disegnare quello che hai sognato per la pipa perfetta

Quando Andrea porta il disegno al mastro pipaio, ormai un amico, sa già che mosse farà per costruire la pipa, in un perfetto gioco di squadra. Di solito il collega si occupa della scelta del ciocco e della stagionatura del legno in base al disegno che Andrea gli fornisce.
“Per avere una pipa finita ci vogliono dalle otto ore a 2/3 giorni di lavorazione – dice Andrea Bosio – Disegno anche le custodie, che mi faccio fare da un conciatore di pelle di fiducia.” “Attualmente ho 30 pipe, tra nuove, usate e da collezione, ma quelle che ho disegnato sono perfette e non mi deludono mai”.
Quando si fuma una pipa, ci si ritrova in un altro mondo, intimo e riflessivo, dove le chiacchiere e i pensieri scorrono lentamente, avvolti tra gli aromi e i sapori più variegati, che sanno di avventura e storie misteriose. Si dice “fumo lento” anche perché ci vuole un’ora e mezza per fumarne una.

Con gli amici, Andrea Bosio ha fondato  “Bassano Gentlemen Smoking Club” per chi ama condividere il piacere del “fumo lento” a Bassano del Grappa. E’ un gruppo ancora piccolo, ma aperto a tutti! E in continuo dialogo con i circoli vicentini e padovani.