I piccoli mondi rotondi di Orsola Poggi sono storie raccontate nella perfezione delle uova.

Storiedichi_Piccoli_Mondi_RotondiMilano – Quando non so cosa farmi da mangiare, apro il frigo sperando di trovare un uovo da buttare in fretta nel tegame. Ma dopo aver ascoltato i racconti di Orsola Poggi sulla storia, il simbolismo e le tradizioni legate alle uova non riuscirò più a rompere un guscio sul tavolo con la solita indifferenza.

Qualche giorno fa, Orsola mi ha fatto entrare nel suo bell’appartamento di Milano – in cui c’è addirittura un rigoglioso giardino – e da quel momento ho capito che delle (pagane) uova si dovrebbe parlare tutto l’anno, non solo a Pasqua.

Le uova, sin dall’antichità, sono simbolo di prosperità, risurrezione, fertilità, sapienza. Dentro un uovo c’è la vita, e c’è un universo così affascinante e misterioso che Orsola Poggi ha deciso di esplorarlo un po’ ogni giorno, svuotando le uova di struzzo – di rigorosa provenienza italiana – e dipingendo con colori e pennelli il loro guscio lucido e poroso.

Un uovo è storia nella storia

I motivi che quotidianamente prendono vita fra le mani di Orsola sono frutto della sua creatività, ma non solo: la sua mano è guidata dalla storia di qualcuno che le ha scritto un’e-mail per chiederle di disegnare, sul quel guscio, i suoi ricordi più belli, i momenti più importanti della sua vita, le sue passioni, i volti delle persone che non potrà mai dimenticare. Ed ecco che sul corpo accogliente di un uovo bianco spuntano fiori, palazzi, case con giardini fioriti, chitarre abbandonate sulla sabbia, orchestre volanti, scene da un matrimonio, ballerine che danzano con i nastri. I sogni si mescolano alle esperienze personali, gli oggetti alla nostalgia di luoghi cari in cui entrare nei momenti di solitudine.

Nei disegni di Orsola Poggi, la tour Eiffel può trovarsi a un pollice dal Duomo di Milano, a un altro pollice dall’Empire State Building o da una casa di campagna sorvegliata da un cane. Nella forma perfetta di un uovo di struzzo, l’universo personale di ognuno è piccololeggero, sta dentro a un palmo di mano. E il mestiere che Orsola ha scelto per sé è quello di svuotare queste uova e trasformarle nelle quinte di un teatro rotante che racconta le storie e la vita di chi vuole portare sempre con sé un ricordo, un affetto, un piccolo mondo dipinto.

Un ricordo importante diventa bozzetto

Nel suo laboratorio pieno di libri, disegni e racconti che parlano di uova, “assistita” dal figlioletto Carlo Annibale – che a quattro anni gira già per casa con fogli e colori – nascono così i “Piccoli Mondi Rotondi“, opere d’arte che persone di tutto il mondo le chiedono di realizzare in importanti passaggi della vita. “Me li chiedono come regali di nozze, di nascita, di compleanno – mi racconta Orsola mostrandomi i bozzetti (nella foto) – Ma anche per superare trasferimenti, cambi di vita o per ricordare qualcuno che non c’è più”. “Dipingo la vita, la morte e la rinascita – continua – Perché l’uovo è esattamente questo: uno scrigno di eternità“.

“Alla mia casella di posta arrivano storie di tutti i tipi, alcune sono davvero commoventi – mi racconta – Inizio a schizzare i bozzetti sempre in punta di piedi, sperando di entrare in sintonia con chi mi dà la sua fiducia, con chi vuole vedere dipinta la sua storia”.

Storie di chi | Piccoli mondi rotondi

Con le uova, Orsola ha cambiato vita

Anche per Orsola, le uova sono un simbolo di rinascita. Ha iniziato a dipingerle e a pensare ai “Piccoli Mondi Rotondi” quattro anni fa, quando, dopo la nascita di Carlo Annibale, ha deciso di lasciare il suo lavoro da assistente di un grande manager d’azienda per dedicarsi a una passione nata, per caso, qualche anno prima. Le è sempre piaciuto disegnare ed è cresciuta in una famiglia di artisti: sua nonna, Nella Sammartini Lopez Y Rojo, è l’artista veneziana celebre per la realizzazione di fiori di vetro in perline di Murano e lo zio, Earl Haig, è un stato un pittore contemporaneo scozzese.

Perché le uova di struzzo?

“Il primo piccolo mondo rotondo l’ho dipinto 14 anni fa grazie a un’amica pasticciera che, maneggiando quotidianamente uova di struzzo per gli impasti, mi ha lanciato l’idea di svuotarne e dipingerne uno”, mi racconta Orsola. “Poi ne ho realizzato un altro per le nozze della mia migliore amica e, visto il successo, ho trasformato una passione in un’idea imprenditoriale“.

Un’idea imprenditoriale che grazie al progetto Vitalità artigiana” di Donne Impresa di Confartigianato, verrà presentata anche al padiglione Italia dell’Expo di Milano, fra i vincitori del progetto Women for Expo. “La designer veneta Barbara Pastor e io abbiamo creato ‘Eggplanters‘, un vaso per le piante fatto dal guscio di un uovo che, adagiato nel terreno, si frantuma concimando la terra e alimentando il ciclo della vita – spiega Orsola – All’Expo lo presentiamo con il basamento in plexiglass ideato da Barbaraper mostrare a tutti il processo meraviglioso della natura che si rigenera”.

È nato prima l’uovo o la gallina?

Orsola sa tutto delle uova, ne è stregata ed è riuscita a stregare anche me. Quando sono andata a trovarla a Milano, mi ha ricordato in quali e quanti modi, nella storia, l’uovo è stato utilizzato, rappresentato, celebrato, “santificato“.

Per fare qualche esempio:

  • In Italia il più antico uovo decorato di struzzo è custodito al museo di Tarquinia ed è stato rinvenuto in una tomba etrusca  del VII secolo A.C.
  • L’uovo, con il grano, il riso e il sale, è uno dei quattro elementi indispensabili per il sostentamento dell’uomo
  • I contadini orientali che vivano sul Nilo disseminavano gusci di uova di struzzo per coltivare la terra
  • Al museo di Leipzig si può vedere il guscio di un uovo trasformato in borraccia dai Boscimani, in Sudafrica
  • Piero della Francesca ha dipinto un uovo come simbolo di vita (vedi: l’uovo cosmico) nella Pala di Brera
  • Spesso, fuori dai cancelli delle case, si trovano delle pigne a forma di uova: sono simboli di protezione
  • Il tuorlo dell’uovo è stato a lungo utilizzato per dipingere le icone sacre
  • Nel 1850, Louis Désiré Blanquart Eurad, fotografo, ha iniziato ha usare l’albume d’uovo per imprimere i suoi scatti su carta fotografica

Le uova…sono un po’ come i fiori

È incredibile pensare a quanti tipi di uova ci siano nel mondo. Quando qualcuno ci parla di uova, noi pensiamo subito all’uovo di gallina o alle uova di cioccolata che in questi giorni pre-Pasqua invadono i supermercati. Orsola, nel suo laboratorio, ha un “campo-catalogo” di uova. Ha un’esposizione di uova allestita secondo i criteri utilizzati nelle mostre di fiori: “Mio marito, Andrea Corneo, è un agronomo e un esperto di camelie antiche: ho imparato da lui a esporre le uova per farle conoscere nei laboratori o durante iniziative artigianali”.

Nel campo-catalogo di Orsola Poggi ci sono uova di diverse razze di gallina, ma anche di oca, canarinopiccione nandù, tutte non fecondate. “Sono sempre alla ricerca di nuove uova da decorare, ognuna di esse raccoglie il fascino e il mistero della perfezione che ha ispirato i miei “Piccoli Mondi Rotondi“.

Storie di chi | Orsola Poggi