Ha ereditato il mestiere dal padre, è l’unica donna in Italia a svolgerlo e racconta la sua storia in un libro

Francesca Gallo, artigiana delle fisarmonicheTreviso – Ha ereditato la professione del padre e oggi è l’unica donna nel panorama nazionale a realizzare interamente a mano i pregiati strumenti composti da due casse di legno unite da un mantice nella sua bottega di Treviso. Dalla scelta dell’albero (in genere da frutto) all’armonizzazione, tutto passa per le sue mani e la sua sensibilità e ogni pezzo è unico, costruito su misura per il musicista a cui è destinato.

Un’esistenza unica, che Francesca ora racconta nel libro “Phisa Harmonikòs” (Kellermann, 2018), la cui idea è nata da una conversazione con il giornalista Paolo Rumiz proprio sul palco del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, sul quale si era esibita con la fisarmonica. Percorrendo le misteriose strade del destino, il 17 novembre Francesca Gallo tornerà su palcoscenico del Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso) come vincitrice nella sezione “Artigianato di tradizione”.

Francesca è cresciuta sognando l’opera e ha percorso la strada, impegnativa e faticosa, per diventare una cantante lirica. Poco più che ventenne è partita per il Belgio e poi per il Canada per raccogliere storie di emigrazione, con un registratore, la fisarmonica costruita da suo padre con le esatte dimensioni del bagaglio a mano per i voli internazionali e i soldi per una telefonata.

Ha percorso migliaia di chilometri recuperando canzoni e racconti che altrimenti sarebbero andate perdute e le ha trasformate in musica.

Poi nel 2011, a 34 anni, quando il suo futuro sembrava ormai pianificato, ecco la svolta. E oggi è la sola in Italia a realizzare interamente nella propria bottega trevigiana una fisarmonica.

“Tutto iniziò con mio padre Luciano che, fisarmonicista sin da bambino e poi falegname e arredatore di antiquariato, alla fine degli anni Settanta iniziò a produrre i primi strumenti a Preganziol (Treviso)”, racconta Francesca Gallo. Luciano pian piano raggiunse un’autonomia di costruzione quasi totale e forgiò il marchio Galliano, dato dalla fusione del suo cognome e nome (ironia della sorte, Galliano è anche il cognome di Richard, il fisarmonicista oggi più conosciuto al mondo), al quale diversi anni più tardi si aggiunse il prestigioso marchio Ploner, donato dall’ultimo esponente della famiglia triestina di costruttori di fisarmoniche più antica d’Italia, dopo una lunga ricerca dell’artigiano che fosse loro più affine, per evitare l’estinzione del nome.
Francesca Gallo, artigiana delle fisarmoniche 1“Le nostre fisarmoniche Galliano Ploner oggi raggiungono tutti i palchi del mondo: una delle ultime costruite ha fatto parte dell’orchestra del Festival di Sanremo, un’altra viene imbracciata dall’organettista sardo Orlando Mascia, e un’altra ancora è fedele compagna del cantautore veneziano Gualtiero Bertelli”, dice orgogliosa Francesca.

Il lavoro di Francesca si evolve in un ambito quasi esclusivamente maschile. Un mestiere duro, che richiede ore e ore di impegno, minuzia e una smisurata passione. “Quello che mi ha motivata a intraprendere questa strada e che giorno dopo giorno mi fa proseguire con determinazione è la bellezza del mio lavoro: l’avere tra le mani un anonimo pezzo di legno un giorno e il successivo già qualcos’altro, essere artefice di un’evoluzione continua che porta alla nascita della fisarmonica”, racconta.

È una professione, la sua, che si può portare avanti solo con grande sacrificio e passione: “Ciò che mi aiuta molto è l’essere anche musicista – conclude – sono la prima a testare il nuovo strumento e mi trasformo così in giudice severo del mio operato: mi metto dall’altra parte e devo convincere me stessa di aver fatto un buon lavoro”.

Informazioni

Per informazioni: Segreteria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, tel. 0422 855609 – fax 0422 802070; e-mail info@premiomazzotti.it; www.premiomazzotti.it